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Pensioni: Repubblica dà i numeri OECD

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Su una cosa non sono d’accordo con Forti. Il sommerso al Sud non è conseguenza dei contributi troppo elevati (e allora perché al Nord no?), ma di cause storico-sociali.

Perché no al Nord? Per l'effetto regressivo. Al Nord si guadagna mediamente bene e su un reddito lordo di 100'000 euro se il 42% va in contributi quello che rimane non è da fame. Al sud su un reddito lordo di 24'000 euro il 42% di prelievo contributivo lascia un netto che non basta per vivere. Anche se le imposte fossero a zero, la ragione per evadere sono i contributi. Si deve evadere per forza. Le imposte indirette ad aliquota fissa elevate sono a malapena accettabili in un contesto molto ricco, con una forte produttività. In un conteso sottosviluppato e con bassa produttività già un IVA al 20 è criminale, figuriamoci contributi al 42%. Io non credo che al Sud siano cosi' scemi da evadere (rinunciando a pensione e parte del welfare state) solo per "cause storico-sociali". Lo fanno perché quel prelievo non è umanamente sostenibile in quella economia. Se potessero vorrebbero essere tutti in regola. Chiaramente ci sono anche altre cause che spiegano il fenomeno del sommerso, come dicevo, ma la pressione fiscale e contributiva è una della maggiori. Una info su tutte per chiarire la questione: Svezia, Norvegia e Danimarca: Il sommerso sta tra il 18 ed il 19% del PIL. Meno che da noi (27%) ma assai piu' che la media OECD (16%) o della Gran Bretagna (12%). A cosa è dovuto quel sommerso "nordico" alla pressione fiscale elevata oppure a non meglio precisate "cause storico-sociali"?

Francesco

Da dove prendi questi dati? A me risulta che la stima Istat del sommerso in Italia è intorno al 15% del Pil. Lo dice questo articolo un po' vecchio della Banca d'Italia e anche questo più recente di un sito di statistici. Non riesco a ritrovare on line l'ultima stima Istat (che mi sembra sia del 2006) ma trovo un articolo di giornale che riporta la stima Istat del 2004, pari a 230-250 miliardi, che è, appunto, intorno al 15-16% del Pil.

Ho trovato anche questa audizione di Biggeri dove dice: "Nel 2003 la quota del PIL imputabile all'area del sommerso che abbiamo stimato varia tra un minimo del 14,8 (che esclude l'effetto del bilanciamento) e un massimo del 16,7 per cento".

Sospetto, ma solo sospetto sia chiaro, che quanto ISTAT e Bd'I chiamano "sommerso" sia solo una componente di quanto all'agenzia delle entrate ed altrove chiamano "evaso". In particolare, tutta l'evasione che si riesce a generare via transfer pricing, misreporting e, soprattutto, under-reporting di ricavi da parte di imprese/individui comunque registrati e dichiaranti credo entri nell'evaso ma non nel sommerso.

Ripeto, è un sospetto lungi dall'esser certezza.

Sospetto, ma solo sospetto sia chiaro, che quanto ISTAT e Bd'I chiamano "sommerso" sia solo una componente di quanto all'agenzia delle entrate ed altrove chiamano "evaso". In particolare, tutta l'evasione che si riesce a generare via transfer pricing, misreporting e, soprattutto, under-reporting di ricavi da parte di imprese/individui comunque registrati e dichiaranti credo entri nell'evaso ma non nel sommerso.

Non so nemmeno io. Tecnicamente definirei quanto indichi come "elusione" e non come evasione ma si tratta pur sempre di mettersi d'accordo sui termini. Ritengo che il sommerso sia il volume totale di quanto viene prodotto, come beni e servizi, non alla luce del sole ma leciti sul piano legale, e che l'evaso sia la quota di imposte e contributi che dovrebbero scaturire dal sommerso se non fosse tale.
Poi a ben vedere ci sarebbero distinzioni tra nero e grigio ma andremmo fuori tema rispetto al thread previdenziale. L'elusione invece dovrebbe essere il tentativo di eludere al fisco importi legati ad attività fatte alla luce del sole (non sommerse). Per tornare al tema evasione-blancio-previdenza, per me prima si ridcono le spese (previdenziali ed altro) e poi si puo' parlare di ricupero dell'evasione.

Oggi le imprese che al Sud vengono scovate dalla GdF e fatte "emergere" (perché la produzione è comunque lecita) falliscono a metà del persorso di emersione, perché il peso dei contributi è eccessivo rispetto alla qualità di valore aggiunto prodotto. Si tratta spesso di lavorazioni labour intensive dove il costo della manod'opera è determinante per il costo finale. Aziende simili potrebbero sopravvivere solo con un  costo inferiore  del lavoro, con  notevoli investimenti tecnologici  che spostino i costi dal lavoro ai macchinari, ricuperando produttività oppure delocalizzandosi.

FF

Li prendo da Scheinder, che usa la metodologia "currency demand". I suoi dati sono usati anche da OECD. Purtroppo per mancanza di tempo (mio) non ho piu' cercato dati aggiornati e sono fermo al 2005. http://www.progettoitaliafederale.it/lavoronero.html

Puoi farlo tu, se lo ritieni interessante

Professor Dr. Friedrich Schneider,
Department of Economics,
Johannes Kepler University of Linz,
Altenbergerstrasse 69,
A-4040 Linz-Auhof, Austria.
Phone: 0043-70-2468-8210, Fax: 0043-70-2468-8209.
E-mail: friedrich.schneider@jku.at

 

La metodologia del “currency demand” e quella sui consumi elettrici prendono dentro necessariamente tutta l’economia criminale, e dunque non mi sembrano stime molto utili per discutere del sommerso “normale” e del recupero dell’evasione.