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Pensioni: Repubblica dà i numeri OECD

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La cosa insopportabile era la campagna di demenziale odio scatenata ai tempi del governo Prodi da TPS, VV e rifondaroli contro i maledetti piccoli imprenditori del Nord che erano la fonte di tutti i disastri e che occorreva punire a botte di tasse perché non ne pagavano una. A quella demenziale campagna (che fece solo danno, incluso a chi la propugnò!) Alberto L ed altri, io compreso, si rispose mostrando i dati che dicevano: state raccontando balle! Balle raccontavano.

Sono d'accordo, pero' non vorrei che per reazione a quella campagna se ne conduca ora un'altra in senso opposto. In particolare, visto che le conclusioni di Alberto L. ed altri si basano su questo come su un vangelo, vorrei ricordare che:

1) questo paper, senza nulla togliere al suo valore informativo, e' di Pisani e Polito e NON un docmento ufficiale della Agenzia delle entrate (Leggi a pagina 2: I documenti di lavoro non riflettono necessariamente l’opinione ufficiale dell’Agenzia delle Entrate ed impegnano unicamente gli autori);

2) I dati su cui si basa NON sono pubblici (che io sappia) e percio' non e' possibile riscontrarne le afermazioni fatte;

3) Il punto (2) e' particolarmente importante soprattutto se si vogliono discuterne le implicazioni sulla distribuzione dell'evasione per regioni per via delle tante "assunzioni" che gli autori fanno sulla regionalizzazione del PIL e dell'IRAP. Ad esempio:

"Nel modulo di dichiarazione, infatti, si richiede a tutte le imprese pluriregionalizzate di ripartire l’ammontare del valore aggiunto tra i differenti stabilimenti, ottenendo, in tal modo una ripartizione territoriale analoga a quella effettuata dalla CN." Poiche' l'IRAP e' diversa tra regioni, e' possibile che tali imprese pluriregionalizzate riportino una maggiore attivita' nelle regioni con un IRAP inferiore?

Ancora:

"Il valore aggiunto al costo dei fattori derivante dalle dichiarazioni IRAP è stato, quindi, regionalizzato utilizzando la voce “valore della produzione al netto delle deduzioni” (rigo IQ57). Quest’ultima rappresenta il valore che, a livello territoriale, approssima maggiormente il valore della produzione lorda (assunto, nel par. 1, come base di calcolo del valore aggiunto fiscale). Da esso differisce in virtù delle: deduzioni per: contributi per le assicurazioni obbligatorie (rigo IQ52), spese relative agli apprendisti (IQ53), deduzioni per contratti di formazione lavoro (IQ54) deduzioni per cooperative sociali e di lavoro (IQ55). L’ipotesi adottata è che queste spese presentino una distribuzione  omogenea sul territorio." Magari e' l'ipotesi migliore, mi piacerebbe sapere pero' se ci sono ipotesi alternative applicabili e come cambierebbero i risultati con queste ipotesi.

Ancora:

"Per le imprese localizzate in differenti regioni, gli ammortamenti sono stati disaggregati in
base al corrispondente valore della produzione."

Infine:

"A livello provinciale si amplificano tutti i problemi metodologici già incontrati per le stime a livello regionale." Il che, come onestamente ammettono gli autori, significa che ci sono dei problemi nella regonalizzazione ed ancora maggiori nella provincilizzazione dei dati.

Tutto cio' e' contenuto nella nota metodologica qui, dove si trovano anche un'altra serie di assunzioni/problemi sulla omogeneizzazione dei dati IRAP e ISTAT.

Poi vorrei dire una cosa su questo:

in termini relativi al Sud si evade più che al Nord. Basta guardare i consumi reali per capirlo. Quindi, per affrontare il problema dell'evasione, meglio partire dai fatti reali, non dalle fantasie. Fine.

Attenzione a non confondere l'economia informale con l'economia criminale. Sono due cose diverse, ovviamente. Se l'obbiettivo e' di aumentare la base imponibile dichiarata non e' che possiamo chiedere alla mafia di riportare gli introiti per "protezione" e importazione e raffinazione di oppiacei. Cio' non toglie che queste attivita' creino reddito e consumo.

In particolare, visto che le conclusioni di Alberto L. ed altri si basano su questo come su un vangelo, vorrei ricordare che:

I testi rivelati non esistono in economia, tuttavia il testo citato dell'ISTAT sull'IRAP concorda sostanzialmente con i dati stimati dell'evasione fiscale stimata sulle attivita' private pubblicate su Repubblica alla fine degli anni '90, citati in altro commento. Infine, i dati sono sostanzialmente congruenti anche con le stime aggregate per tutta Italia di Schneider et al.

Per loro natura i dati economici hanno un elevato margine di approssimazione, ma mi sembra che nel caso della stima dell'economia sommersa nelle regioni italiane ci sono almeno due studi ragionevoli sostanzialmente concordanti, e non conosco studi ragionevoli mostrino significativo disaccordo con i due citati.

i dati sono sostanzialmente congruenti anche con le stime aggregate per tutta Italia di Schneider et al.

Le mie preoccupazioni riguardano proprio la regionalizzazione dei dati. Gli stessi autori ammettono che ci sono molti problemi da affrontare e assunzioni da fare per regionalizzare i dati.

ci sono almeno due studi ragionevoli sostanzialmente concordanti

Non so bene cosa significhi "ragionevole" per te, per me in questi casi sarebbe ragonevole fare almeno un po' di sensitivity analysis, ovvero provare ipotesi alternative su come regionalizzare i dati e vedere come cambiano i risultati.

 e non conosco studi ragionevoli mostrino significativo disaccordo con i due citati.

Appunto, non li conosci non perche' siamo tutti concordi che abbiamo trovato la verita' e non c'e' piu' bisogno di cercare, piuttosto perche' i dati non sono pubblici, che e' uno dei problemi che ho sollevato.

No sto dicendo che lo studio sia sbagliato o che non abbia valore, tutt'altro. Dico solo che prima di prenderlo come verita' assoluta per elaborare politiche fiscali ne andrebbero verificati i risultati, soprattutto quelli regionali e provinciali.