Titolo

Pensioni: Repubblica dà i numeri OECD

1 commento (espandi tutti)

Credevo di essermi espresso in modo chiaro, ma evidentemente non è così. Ci riprovo.


Brevissimo riassunto delle puntate precedenti:

- l'OECD ha pubblicato uno studio sulle pensioni, nel quale si legge che la spesa italiana per tale capitolo è sensibilmente più alta della media

- tu hai contestato tale risultato, affermando che la metodologia è scorretta

- MB & LP considerano errata la tua argomentazione e sostengono che, al di là della quantificazione della differenza, essa è comunque molto elevata

- tu, dopo alcuni altri passaggi, arrivi al consueto approdo dell'evasione fiscale, il cui dimezzamento consentirebbe di sistemare i conti


Ora, a parte il fatto che l'aggettivo “mitico” non si riferisce all'inesistenza del problema – e ciò è davvero evidente nella mia esposizione - bensì all'immancabile idea che là si debba andare ad incidere per risolvere catarticamente qualunque italico problema (cioè mai ridurre spese, sempre incrementare entrate!), il mio appunto riguarda il fatto che se una spesa è eccessivamente alta, tale rimane pur se si vadano a reperire risorse aggiuntive per farvi fronte, pervengano esse da un recupero di evasione fiscale piuttosto che da una fantomatica lotteria intergalattica. In altre parole, il tuo articolo nega validità ai numeri OECD sostenendo che, nel Belpaese, l'incidenza della spesa previdenziale sul totale della spesa pubblica non presenti sostanziali differenze dalla media internazionale: questo è l'oggetto del contendere, non altro.

Ergo, l'evasione fiscale c'entra nulla con il tema in discussione, cioè hai proprio cambiato discorso. Senza dubbio alcuno. Per di più, l'argomento è stato tirato in ballo in modo scorretto, perché troppo generico e privo di chiarimenti in merito alla reale struttura: solo a partire da ciò, infatti, sarebbe possibile decidere azioni adeguate. Ecco motivata l'accusa di populismo.