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Pensioni: Repubblica dà i numeri OECD

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Io non cambio discorso. Se mi si chiede come rispettare i vincoli di bilancio il recupero dell'evasione (anche) non è "un altro discorso". E non è populista nella misura in cui è un fenomeno accertato e di dimensioni patologiche, dunque tutt'altro che mitico. O qui sono ammessi solo i tagli alle pensioni? Poi, siccome il discorso non era, appunto, sull'evasione fiscale, non vedo perché sarei stato tenuto a precisare che è più al sud che al nord. L'osservazione, che aggiunge comunque un elemento, è bene accetta. La critica mi sembra fuori luogo.

Eppure i discorsi sono collegati. Le aliquote contributive italiane sono elevate e questo comporta buona parte del sommerso al sud, per il semplice motivo che una aliquota fissa ha un effetto regressivo tanto piu' l'aliquota è alta. Quindi il fatto che il sistema previdenziale sia in equilibrio non significa nulla. Mi ricorda la storia di quello che ha i piedi nel frigo e la testa nel forno e che quindi gode della perfetta temperatura media. L'aliquota che mette in equilibrio il sistema previdenziale è a malapena accettabile al Nord mentre per il Centro e per il Sud diventa un freno allo sviluppo. Anzi l'unica cosa che si sviluppa e cresce è il lavoro nero. Il carico contributivo non è l'unica causa e tralascio le altre solo per non andare fuori tema. È comunque la principale. Ovviamente questo sistema genera sommerso e quindi implica una tassazione elevata su quei redditi che non possono essere elusi. Ecco perché mi pare giusto considerare statisticamente la tassazione delle pensioni. Lo stato italiano è costretto ad imporre contributi elevati e tassazioni esose ad un gruppo ristretto di cittadini onesti o che non possono nascondere il reddito. Il possibile ricupero dell'evasione quindi è un effetto di una diversa politica previdenziale, indipendentemente che si voglia considerare o meno la tassazione delle pensioni stesse (tema che secondo me non c'entra un tubo con la soluzione del problema). L'altro vero problema, dopo l'onere contributivo abnorme, è la qualità delle pensioni stesse. Tante (a troppe persone) e di modesta entità per molti. Dei circa 16 milioni di pensionati, il 40% ha pensioni da fame. Abbiamo però una piccila fetta di mezzo milione di pensionati che prende piu' di 2000 euro al mese. Per capirci meglio, il 30% degli importi versati va al 60% dei pensionati (con importi medi bassi) ed il 70% degli importi va al restante 40%. In un paese squilibrato come il nostro questo lo rende ancora piu' squilibrato. Considera per esempio che in Svizzera, dove vivo, la pensione di base (AVS) versa il minimo vitale per tutti, uguale per tutti. Indipendentemente dai versamenti effettuati (a parità di anni di versamento). E l'importo versato è già superiore a quanto una buona metà dei 16 milioni di percettori italiani prende. Questa pensione di base "costa" solo il 10% sulla busta paga. Uguale per tutti, dipendneti ed indipendenti.  Da noi il nostro sistema "in equlibrio" costa piu' del 40%. Ma dico, ti sembra che il problema italiano (una vera emergenza nazionale) non sia più tale perché fai notare che le pensioni nostre sono tassate piu' che altrove?

Francesco