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Pensioni: Repubblica dà i numeri OECD

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una spesa lorda alta comporta comunque tasse più alte e dunque un handicap per il sistema economico. E perché questa relazione dovrebbe essere accettata come il Vangelo?

Quando vengono diffuse le varie classifiche sulla competitività vedo sempre ai primi posti i paesi scandinavi, che hanno la pressione fiscale più alta del mondo. Evidentemente non sono indifferenti i modi con cui queste tasse si prelevano e si usano.

Ma se sono rilevanti "i modi con cui queste tasse si prelevano e si usano", e se l'Italia ha una spesa abnorme per le pensioni rispetto ai paesi competitivi menzionati, perche' non iniziare a pensare che sia bene ridurre la spesa pubblica per pensioni?

Se proprio preme poi tenere invariata la pressione fiscale, non ci sono altre spese che si potrebbero indicare, fra l'altro molto di sinistra, che vengono fatte nei paesi competitivi menzionati? Per esempio sostegno agli indigenti, a chi perde il lavoro, alla ricerca universitaria.

Sarebbe ora di rendersi conto a chi va in Italia l'eccesso di spesa pensionistica: va a beneficio di:

  • chi non ha pagato i contributi corrispondenti, specie col sistema retributivo, vigente il quale era uso nel settore pubblico specie nell'esercito promuovere a stipendio piu' elevato senza merito l'ultimo anno di servizio il pensionando per fargli pagare la pensione piu' elevata, coi contributi degli operai
  • portaborse dei politici e politici trombati (legge Mosca)
  • politici eletti, le cui scandalose indennita' e coperture previdenziali dubito siano coperte da contributi non figurativi
  • (indirettamente) politici e sindacalisti che vivono in case di lusso nel centro di Roma ad equo canone o comunque svendute dagli Enti previdenziali puibblici
  • pensionati baby del settore pubblico, effetto di leggi demenziali
  • prepensionati delle grandi industrie, che col concorso dello Stato si sono liberate dei lavoratori piu' costosi per anzianita' stipendiale
  • tutti quelli che hanno acceduto alla pensione di anzianita' per dedicarsi ad una attivita' in nero
  • fruitori di pensioni di invalidita' false

Davvero questi beneficiari e questi meccanismi meritano abbastanza da rendere abnorme la spesa previdenziale italiana? Ritengo che chi difende questa abnormita' vada veramente contro il progresso civile.  Ovviamente poi la spesa va ridotta colpendo le malefatte appena elencate e non riducendo le pensioni minime.

Poi ci sarebbero quei 100 miliardi di evasione fiscale (stima di ieri della Corte dei conti, ma più o meno corrispondente ad altre stime fatte in passato, anche dall’Agenzia delle entrate): se se ne recuperasse almeno la metà basterebbe per aggiustare i nostri conti e ne avanzerebbe per ridurre la pressione fiscale su chi le tasse le paga. O il patologico livello di evasione italiano va considerato come un disastro naturale irreparabile?

Secondo le stime di Schneider et al, in 5 anni di governo dell'Ulivo/1996-2001 il livello dell'evasione fiscale in Italia e' rimasto costante, quindi suggerirei di abbandonare come irrealistico questo mito del recupero dell'evasione fiscale, anche per non andare fuori tema.  Poi la pressione fiscale italiana e' gia' al 42-43% del PIL, come e piu' che in Francia e Germania, che hanno la meta' dell'evasione fiscale: non c'e' alcuna ragione di recuperare ulteriori soldi a favore dello Stato, tantomeno per spese anomale come quella delle pensioni, ci sarebbe solo bisogno di spostare parte dell'imposizione fiscale dal Nord dove l'evasione e' ai livelli tedeschi e francesi, se non nettamente meno come in Lombardia, e la pressione fiscale e' uguale o maggiore a quella scandinava in cambio di servizi pubblici miserabili, verso dove c'e' evasione fiscale molto maggiore di quella europea, cioe' le regioni centrali (Toscana, Marche ed Umbria) e soprattutto le regioni meridionali.