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Pensioni: Repubblica dà i numeri OECD

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M'inserisco nel contenzioso, ma non per esprimere una valutazione personale, pur non nascondendo di condividere le critiche espresse da MB, LP ed Antonio Mele.

Intervengo, invece, per stigmatizzare la consueta introduzione - un po' a gamba tesa, in quanto non strettamente attinente alla questione dibattuta - di un tema mitico: l'evasione fiscale. Sembra quasi un riflesso pavloviano, al quale non si resiste nella foga di un benaltrismo piuttosto diffuso, nel momento in cui si voglia trovare la responsabilità di tutti i mali italiani. Insomma, il colpevole è il maggiordomo ...

Intendiamoci, nessuno vuol negare la consistenza del fenomeno, la sua immoralità e le conseguenze che ne derivano. Onestà intellettuale vorrebbe, però, la definizione della questione per quello che è (se proprio la si vuole inserire - e non ritengo sia il caso, per non confonder le acque - in ogni dibattito). Limitarsi a scrivere:

Poi ci sarebbero quei 100 miliardi di evasione fiscale (stima di ieri della Corte dei conti, ma più o meno corrispondente ad altre stime fatte in passato, anche dall’Agenzia delle entrate): se se ne recuperasse almeno la metà basterebbe per aggiustare i nostri conti e ne avanzerebbe per ridurre la pressione fiscale su chi le tasse le paga. O il patologico livello di evasione italiano va considerato come un disastro naturale irreparabile?

non ha alcun significato, se non l'apparente tentativo di sviare populisticamente il discorso. Allora, a me pare fondamentale ricordare ciò che dovrebbe essere noto a tutti - e certamente non può non far parte del bagaglio di conoscenze di un operatore professionale dell'informazione economica - e che qui, in nFA, più volte è stato rimarcato: non è corretto e considero imperdonabile parlare di evasione fiscale italiana. Infatti, gli stessi studi dell'Agenzia delle entrate dimostrano l'indubbia e sesquipedale differenza tra i comportamenti in tal senso che caratterizzano le diverse zone del Paese. In particolare, da essi si evince un tasso di evasione - supposto, per carità, sempre supposto .... - nelle medie europee per tutto il Nord Italia ed addirittura a livello dei più virtuosi per la Lombardia, in contrapposizione a risultati francamente sempre più inaccettabili man mano che si scende di latitudine. Si dovrebbe avere la decenza di farlo presente, ogni volta che si tira in ballo l'argomento, onde evitare una gravissima scorrettezza espositiva, che induce - troppo spesso - i fruitori dell'informazione a ritener la cosa equamente diffusa e, quindi, da un lato - come suggerisci - quasi inevitabile e dall'altro non imputabile ai decisori, a prescindere dal colore politico (che distingue solamente la maggiore o minore burocratizzazione dell'azione, senza incidere sulla natura del fenomeno). Ciò detto, lo ribadisco, la questione nulla ha a che fare con il giudizio relativo ai dati OECD, né con la querelle generale in merito al costo delle pensioni: evitiamo di cambiar discorso, please.

Io non cambio discorso. Se mi si chiede come rispettare i vincoli di bilancio il recupero dell'evasione (anche) non è "un altro discorso". E non è populista nella misura in cui è un fenomeno accertato e di dimensioni patologiche, dunque tutt'altro che mitico. O qui sono ammessi solo i tagli alle pensioni? Poi, siccome il discorso non era, appunto, sull'evasione fiscale, non vedo perché sarei stato tenuto a precisare che è più al sud che al nord. L'osservazione, che aggiunge comunque un elemento, è bene accetta. La critica mi sembra fuori luogo.

Io non cambio discorso. Se mi si chiede come rispettare i vincoli di bilancio il recupero dell'evasione (anche) non è "un altro discorso". E non è populista nella misura in cui è un fenomeno accertato e di dimensioni patologiche, dunque tutt'altro che mitico. O qui sono ammessi solo i tagli alle pensioni? Poi, siccome il discorso non era, appunto, sull'evasione fiscale, non vedo perché sarei stato tenuto a precisare che è più al sud che al nord. L'osservazione, che aggiunge comunque un elemento, è bene accetta. La critica mi sembra fuori luogo.

Eppure i discorsi sono collegati. Le aliquote contributive italiane sono elevate e questo comporta buona parte del sommerso al sud, per il semplice motivo che una aliquota fissa ha un effetto regressivo tanto piu' l'aliquota è alta. Quindi il fatto che il sistema previdenziale sia in equilibrio non significa nulla. Mi ricorda la storia di quello che ha i piedi nel frigo e la testa nel forno e che quindi gode della perfetta temperatura media. L'aliquota che mette in equilibrio il sistema previdenziale è a malapena accettabile al Nord mentre per il Centro e per il Sud diventa un freno allo sviluppo. Anzi l'unica cosa che si sviluppa e cresce è il lavoro nero. Il carico contributivo non è l'unica causa e tralascio le altre solo per non andare fuori tema. È comunque la principale. Ovviamente questo sistema genera sommerso e quindi implica una tassazione elevata su quei redditi che non possono essere elusi. Ecco perché mi pare giusto considerare statisticamente la tassazione delle pensioni. Lo stato italiano è costretto ad imporre contributi elevati e tassazioni esose ad un gruppo ristretto di cittadini onesti o che non possono nascondere il reddito. Il possibile ricupero dell'evasione quindi è un effetto di una diversa politica previdenziale, indipendentemente che si voglia considerare o meno la tassazione delle pensioni stesse (tema che secondo me non c'entra un tubo con la soluzione del problema). L'altro vero problema, dopo l'onere contributivo abnorme, è la qualità delle pensioni stesse. Tante (a troppe persone) e di modesta entità per molti. Dei circa 16 milioni di pensionati, il 40% ha pensioni da fame. Abbiamo però una piccila fetta di mezzo milione di pensionati che prende piu' di 2000 euro al mese. Per capirci meglio, il 30% degli importi versati va al 60% dei pensionati (con importi medi bassi) ed il 70% degli importi va al restante 40%. In un paese squilibrato come il nostro questo lo rende ancora piu' squilibrato. Considera per esempio che in Svizzera, dove vivo, la pensione di base (AVS) versa il minimo vitale per tutti, uguale per tutti. Indipendentemente dai versamenti effettuati (a parità di anni di versamento). E l'importo versato è già superiore a quanto una buona metà dei 16 milioni di percettori italiani prende. Questa pensione di base "costa" solo il 10% sulla busta paga. Uguale per tutti, dipendneti ed indipendenti.  Da noi il nostro sistema "in equlibrio" costa piu' del 40%. Ma dico, ti sembra che il problema italiano (una vera emergenza nazionale) non sia più tale perché fai notare che le pensioni nostre sono tassate piu' che altrove?

Francesco

Credevo di essermi espresso in modo chiaro, ma evidentemente non è così. Ci riprovo.


Brevissimo riassunto delle puntate precedenti:

- l'OECD ha pubblicato uno studio sulle pensioni, nel quale si legge che la spesa italiana per tale capitolo è sensibilmente più alta della media

- tu hai contestato tale risultato, affermando che la metodologia è scorretta

- MB & LP considerano errata la tua argomentazione e sostengono che, al di là della quantificazione della differenza, essa è comunque molto elevata

- tu, dopo alcuni altri passaggi, arrivi al consueto approdo dell'evasione fiscale, il cui dimezzamento consentirebbe di sistemare i conti


Ora, a parte il fatto che l'aggettivo “mitico” non si riferisce all'inesistenza del problema – e ciò è davvero evidente nella mia esposizione - bensì all'immancabile idea che là si debba andare ad incidere per risolvere catarticamente qualunque italico problema (cioè mai ridurre spese, sempre incrementare entrate!), il mio appunto riguarda il fatto che se una spesa è eccessivamente alta, tale rimane pur se si vadano a reperire risorse aggiuntive per farvi fronte, pervengano esse da un recupero di evasione fiscale piuttosto che da una fantomatica lotteria intergalattica. In altre parole, il tuo articolo nega validità ai numeri OECD sostenendo che, nel Belpaese, l'incidenza della spesa previdenziale sul totale della spesa pubblica non presenti sostanziali differenze dalla media internazionale: questo è l'oggetto del contendere, non altro.

Ergo, l'evasione fiscale c'entra nulla con il tema in discussione, cioè hai proprio cambiato discorso. Senza dubbio alcuno. Per di più, l'argomento è stato tirato in ballo in modo scorretto, perché troppo generico e privo di chiarimenti in merito alla reale struttura: solo a partire da ciò, infatti, sarebbe possibile decidere azioni adeguate. Ecco motivata l'accusa di populismo.

 

In particolare, da essi si evince un tasso di evasione - supposto, per carità, sempre supposto .... - nelle medie europee per tutto il Nord Italia ed addirittura a livello dei più virtuosi per la Lombardia, in contrapposizione a risultati francamente sempre più inaccettabili man mano che si scende di latitudine

Io non ho molto da dire su questo che mi sembra un assunto di Nfa, anche perchè faccio altro. Uso la matematica spicciola: poniamo che dei 100 mld (ma non erano duecento ?, boh) di euro di evasione il 90% sia al Sud (vi va bene ?), quindi ci sarebbero 90 mld di Pil non tassato, su un PIL totale di (circa) 1.600.000 euro. Il Pil meridionale è circa il 60-65 % di quello del Nord, con questi 100 mld non dico saremmo pari, ma faremmo un bel balzo in avanti, diciamo che arriveremmo quasi all'80% del Nord.

Poi esco e vedo il deserto, mentre quando vengo al Nord vedo distese di capannoni. Qualcosa non quadra. Chi evade in maniera così elevata da sottrarre simili risorse ? Il parcheggiatore abusivo ? L'idraulico o l'elettricista ? L'imbianchino ? Per arrivare ai mitici 90 mld ce ne vogliono 3.000.000 di individui che lavorano in questo modo. Praticamente disoccupazione zero, anzi avremmo bisogno massicciamente di manodopera. Poi esco...

Poi leggo questo e mi rinfranco.


Uso la matematica spicciola: poniamo che dei 100 mld (ma non erano duecento ?, boh) di euro di evasione il 90% sia al Sud (vi va bene ?), quindi ci sarebbero 90 mld di Pil non tassato, su un PIL totale di (circa) 1.600.000 euro. Il Pil meridionale è circa il 60-65 % di quello del Nord, con questi 100 mld non dico saremmo pari, ma faremmo un bel balzo in avanti, diciamo che arriveremmo quasi all'80% del Nord. Poi esco e vedo il deserto, mentre quando vengo al Nord vedo distese di capannoni. Qualcosa non quadra. Chi evade in maniera così elevata da sottrarre simili risorse ? Il parcheggiatore abusivo ? L'idraulico o l'elettricista ? L'imbianchino ? Per arrivare ai mitici 90 mld ce ne vogliono 3.000.000 di individui che lavorano in questo modo. Praticamente disoccupazione zero, anzi avremmo bisogno massicciamente di manodopera.

I dati che ho risalgono al 2000 ma la situazione ritengo sia peggiorata. Stima del sommerso 287'000. Stima dell'evasione 126'000.
Forza lavoro implicata nel sommerso da 6,6 a 11,4 milioni. Percentuale dei partecipanti alla economia sommersa sulla forza lavoro ufficilale: dal 30 al 48%
(dati da vari studi di Schneider). Ovviamente ci sono persone che lavorano solo in nero ed altre che lo fanno come secondo o triplo lavoro o in quanto pensionati di anzianità.
Come vedi si torna al problema pensioni.....

Francesco

 

Io non ho molto da dire su questo che mi sembra un assunto di Nfa, anche perchè faccio altro. Uso la matematica spicciola: poniamo che dei 100 mld (ma non erano duecento ?, boh) di euro di evasione il 90% sia al Sud...

L'Agenzia delle entrate ha stimato il reddito evaso nel Nord/Centro/Sud italia e tali stime sono state pubblicate in nFA:

Evasione IRAP in Italia per macro-area e nel tempo

Molto a spanne, il "contributo" del Sud e' 80/210, il 38%, non il 90%. Tuttavia visto che il Sud ha PIL pro-capite 60% della media italiana, e popolazione 37%, per evadere proporzionalmente alla sua popolaizone deve evadere in rapporto al suo reddito 1/0.6 = un fattore ~1.67  per la media italiana. Siccome poi parte significativa dell'economia del Sud Italia e' statale (stipendi pubblici, su cui non si evade) il Sud deve evadere molto molto di piu' nella parte privata dell'economia, per rispettare lo standard stimato.

E infatti, mentre nella parte privata dell'economia la Lombardia evade si stima il 13%, il Veneto il 20-25%, le regioni del Sud evadono si stima dall'60% all'80%. Le regioni rosse centrali invece evadono il 35-40%.

Ritornando all'economia tutta, privata e pubblica, nel Nord si stima l'evasione a livelli tedesco-francesi al 15%, salvo in Lombardia al 8-10%, mentre al centro si sale probabilmente a spanne al 25% e al Sud si sale ancora al 50%.  Quindi il reddito evaso recuperabile e' 0% al Nord, 10% al Centro, 35% al Sud. Siccome al Nord c'e' il 45% della popolazione, al Centro il 18%, e al Sud + Isole il 37%, assumendo (qui non ho tempo di perfezionare) che il reddito pro-capite rispetto a quello medio nazionale sia 1.35/1/0.6 a nord/centro/sud, il reddito evaso recuperabile e':

  • Nord, 0% * 45% * 135% = 0% del reddito totale italiano
  • Centro, 10% * 18% * 100% = 1.8% del reddito totale italiano
  • Sud+Isole, 35% * 37% * 60% = 7.8% del reddito totale italiano

L'evasione stimata da Schneider et al e' il 27% del reddito totale italiano, ma non e' nemmeno pensabile recuperarla interamente, come scorrettamente afferma certa propaganda politica.  Un traguardo ragionevole sarebbe piuttosto ridurre l'evasione dal 27% al 15% del reddito (secondo la stima di Schneider et al), quindi recuperare reddito evaso pari al 8% del reddito totale italiano. Secondo l'elenco calcolato a spanne, che di totale fa 9.6% invece di 8% e indica probabilmente inconsistenze nelle mie approssimazioni al livello del 20%, il reddito evaso recuperabile al Sud e' 7.8% / (7.8%+1.8%) ~ 81% del totale, e tutto torna (entro un'approssimazione del 20% moltiplicativa sui numeri elencati): il reddito del Sud e' il 60% del reddito medio italiano, le stime dei redditi evasi tornano con Schneider et al per l'Italia, e con le indagini dell'Agenzia delle entrate per l'economia privata delle regioni italiane.

Il tuo ragionamento entra troppo presto in un'area di troppo elevata inconsistenza perche' non lo ancori sufficientemente bene ai dati conosciuti e presentati su nFA, e perche' assumi che sia recuperabile tutto il reddito evaso, e non solo l'extra-evasione rispetto a Francia e Germania.

Poi leggo questo e mi rinfranco.

Il ''questo'' rimanda a un comunicato di contribuenti.it, dei signori che sembra abbiano scoperto il trucco per misurare l'evasione fiscale su base periodica con precisione mirabile. Sulla loro affidabilità rimando a questo intervento di Mario Seminerio.