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Pensioni: Repubblica dà i numeri OECD

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A mio parere ha saltato il pezzo più interessante della critica di antonio mele (e di LP e MB): quello riguardante gli incentivi. Parlare di sostenibilità guardando solo il saldo, magari costruito tramite qualche simulazione figlia del "modello superfisso", può essere molto fuorviante. Il fatto che la spesa pensionistica più alta d'europa sia pagata con i contributi più alti d'europa ci dovrebbe far pensare alle scelte di chi "domani" si troverà a doverla finanziare, tra l'altro in uno scenario demografico tutt'altro che roseo, e con la probabilità (condizionata al non averli adeguati fino ad oggi) che i propri coefficienti di conversione vengano "pesantemente" adeguati che tende a 1. Io, anziché considerarmi felice del saldo positivo, mi interrogherei sul fatto che uno scenario possibile è di una generazione che decide di rovesciare il tè in mare...