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Pensioni: Repubblica dà i numeri OECD

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Mi dà un po' fastidio che qualcuno esordisca brandendo una matita rossa: la usi più utilmente per prendere i suoi appunti.

E legga bene: dove ho mai scritto che i pensionati producono ricchezza? Ho detto che si divide anche con loro la ricchezza prodotta (dovevo forse aggiungere: "non da loro"? mi sembrava piuttosto ovvio).

Quanto all'ultimo capoverso, sostenere che le imposte sono per principio distorsive è un'affermazione che considero sbagliata quanto lo sarebbe dire che non lo sono mai. Si aprirebbe un altro vastissimo tema di dibattito. Mi limito a dire che non sono affatto d'accordo e che certo non sono il solo.

Si infastidisca quanto vuole, pero' sinceramente se lei dice cose inesatte io glielo faccio notare.

Le concedo la questione della ricchezza prodotta che forse ho interpretato male.

Imposta distorsiva e' un concetto di economia base, non si puo' essere d'accordo o no, non e' una opinione per intenderci. Solo le imposte lump sum non sono distorsive, e le assiucro che i contributi previdenziali non sono lump sum. Mica sarà di opinione diversa?

Sì, sono di opinione diversa. Sarà che mi mancano le basi.

Aspetto con ansia di conoscere la sua opinione allora.

Guardi, gliela dico molto sinteticamente perché ho cominciato a lavorare 14 ore e mezzo fa e sono piuttosto stanco. Dire che le tasse in assoluto sono un fattore distorsivo risponde a una visione dell'economia isolata da qualsiasi altro fattore, e dunque astratta. Le tasse servono per far funzionare l'organizzazione sociale e senza un'organizzazione sociale neanche l'economia se la passerebbe tanto bene.

MA vede che non ci capiamo allora. "Imposta distorsiva" non vuol dire "imposta brutta cattiva". È un termine tecnico della teoria economica che sta a significare che le imposte modificano il comportamento dell'individuo. Sono distorsive se introducendole rispetto a una situazione senza tasse, modificano il comportamento dell'individuo; sono non distorsive se non lo modificano. In ogni caso implicano un trasferimento di ricchezza dall'individuo allo Stato. Lei forse si riferisce al fatto che le imposte distorsive abbiano degli effetti in termini di efficienza economica, ma anche in questo caso non capisco: le imposte distorsive a seconda del caso possono sia aumentare (esempio: esternalità negative come inquinamento) che diminuire (tasse sul reddito da lavoro per esempio) l'efficienza economica.

Quindi continuo a non capire.

A mio parere ha saltato il pezzo più interessante della critica di antonio mele (e di LP e MB): quello riguardante gli incentivi. Parlare di sostenibilità guardando solo il saldo, magari costruito tramite qualche simulazione figlia del "modello superfisso", può essere molto fuorviante. Il fatto che la spesa pensionistica più alta d'europa sia pagata con i contributi più alti d'europa ci dovrebbe far pensare alle scelte di chi "domani" si troverà a doverla finanziare, tra l'altro in uno scenario demografico tutt'altro che roseo, e con la probabilità (condizionata al non averli adeguati fino ad oggi) che i propri coefficienti di conversione vengano "pesantemente" adeguati che tende a 1. Io, anziché considerarmi felice del saldo positivo, mi interrogherei sul fatto che uno scenario possibile è di una generazione che decide di rovesciare il tè in mare...