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Pensioni: Repubblica dà i numeri OECD

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Secondo voi i "giovani" quando si renderanno conto di dover lavorare per 40-50 anni pagando contributi (lasciamo perdere le tasse per ora) pari al 32,7% del loro salario lordo (a occhio e croce sarà la metà del salario netto?) per poi andare in pensione con il 40-50% dell'ultimo stipendio, e tutto questo per pagare le pensioni di chi c'è andato a 50-55 anni (ma in qualche caso anche molto prima come la celebre bidella friulana ( http://archiviostorico.corriere.it/1994/ottobre/10/Elisa_gli_altri_figli_del_co_0_9410104303.shtml )  con il 70-80% dell'ultimo stipendio si incazzeranno?

A proposito non gli dite niente della "legge Mosca" ( http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1995/11/03/la-legge-sulle-pensioni-stravolta-dai.html ) che puó darsi che gli sfugga...

 

Credo che i trasferimenti tra generazioni all'interno delle famiglie stiano almeno per ora tenendo "i giovani" buoni e allineati, e' un tema di cui capita di parlare spesso con dei coetanei. Poi ci sono quelli che non se ne rendono conto e che vanno in piazza a manifestare contro l'innalzamento dell'eta' pensionabile. E ci sono quelli che hanno fatto due conti, hanno visto che aria tira e fanno di tutto per lasciarsi l'Italia alle spalle.