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Pensioni: Repubblica dà i numeri OECD

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Mi piace la simulazione di dialogo sociale costruttivo. :) E mi piace anche l'articolo e i commenti.

E' di oggi la notizia che l'Europa vuole che l'Italia equipari (a rialzo) l'eta' in cui uomini e donne dipendenti pubblici vanno in pensione. Leggiamo la Repubblica, visto che abbiamo iniziato da li':

http://www.repubblica.it/2009/05/sezioni/economia/pensioni/procedura-inf...

Il nostro beniamino, ministro Brunetta dichiara che il Governo se ne vuole occupare, e in particolare lui vorrebbe

la perequazione dell'età pensionabile della Pubblica amministrazione in un decennio, i fondi risparmiati saranno dedicati al Welfare familiare

Ho due domande per gli economisti:

1. Quanti soldi risparmierebbe lo Stato se mandasse le donne dipendenti pubbliche in pensione alla stessa eta' degli uomini? Come fareste questo conto? Magari possiamo fare un caso ideale, tipo se dal 2009 tutte le donne andassero in pensione alla stessa eta' degli uomini, per avere un'idea di che ordine di grandezza stiamo parlando

2. Come spendereste i soldi risparmiati? Secondo l'articolo, il ministro Brunetta, appoggiato dalla Carfagna e dal PD, vorrebbe spenderli in welfare famigliare. Viste le autorita' che appoggiano questa proposta, per il principio di autiorita', sono scettico e mi chiedo se non ci siano modi migliori. Eccone alcuni che mi vengono in mente:
- Diminuire le tasse sul lavoro che pagano le aziende, in particolare abbassare i contributi che pagano per ogni dipendente, al fine di combattere la disoccupazione
- Ripagare una parte del debito pubblico, in modo da diminuire le spese per gli interessi sul debito per gli anni successivi e con l'obiettivo a medio termine di alzare il rating dell'Italia per diminuire anche il tasso di interesse che ci applicano sul debito. Tuttavia mi pare di aver capito che in un periodo di recessione come questo, c'e' chi dice che e' meglio far circolare questi soldi a beneficio dell'economia reale piuttosto che per abbassare il debito
- Diminuire le tasse sul reddito. In questo caso, diminuireste prima le aliquote piu' alte, in modo da beneficiare chi ha redditi piu' alti oppure diminuireste l'aliquota di base, in modo da beneficiare un po' tutti quanti?

Visto che purtroppo i politici e i giornali non parlano di queste cose e visto che ci sono tanti professori di economia qui, sono curioso di sapere cosa fareste voi e perche'. :)

Ho due domande per gli economisti:

Beh, non siamo un centro studi con gli RA ... questo è un hobby. Quindi la risposta a 1. io non la so dare ma credo che, se cerchi in giro, tu la possa trovare.

Non credo che questa cosa, da sola, possa far risparmiare grandi percentuali di PIL (per la semplice ragione che anche gli uomini vanno in pensione troppo presto) ma è un passo avanti. Gli altri due passi avanti chiave sarebbero: far pensionare anche gli uomini a 65, come minimo, e rivedere (come la legge prevede ma i governi, tutti, non hanno fatto dal 2001 ad oggi!) i famosi coefficienti di trasformazione!

Alla domanda 2., invece, posso rispondere: diminuire i contributi sociali, ossia le tasse sul reddito da lavoro, specialmente quello dipendente. Non ci piove proprio.

Io una propostuccia piccola piccola ce l'avrei: saldare i debiti che le pubbliche amministrazioni hanno con aziende e privati, vuoi per rimborsi fiscali già definiti e non ancora liquidati, vuoi per beni e servizi già forniti e non ancora pagati.