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Pensioni: Repubblica dà i numeri OECD

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Ogni volta che si parla di pensioni sarebbe bene ricordare come è nato il sistema italico, quello retributivo, che faceva felice chi andava in pensione con l'80% dell'ultima retribuzione media, oltre al fattore "anzianità lavorativa", che per alcune categorie era di 18 anni 6 mesi e 1 giorno. Nacque negli anni '50 quando demograficamente l'Italia era una piramide, la platea (vastissima) di chi versava  contributi manteneva anche chi i contributi non li aveva mai versati (gli agricoltori, giusto per fare un esempio) o ne aveva versati pochissimi alla cassa di appartenenza.

Poi, demograficamente, l'Italia è diventata una pera, poi una botte, adesso è quasi un rettangolo, fra un pò sarà una piramide rovesciata. Se ne sono accorti per primi i sindacati, per cui i pensionati sono la maggior parte degli iscritti, lo sa la politica che è votata dai pensionati e lo sanno i giornali.

Ecco perchè chi tocca i fili (le pensioni) muore: ci mangiano in troppi, è un osso troppo bello (il 14 % del Pil, stiamo parlando di 300 mld di euro a occhio e croce, 30 ponti sullo stretto di Messina, all'anno..). Poi sono arrivate le "riforme", adesso si parla dell'ennesima riforma, volete che "repubblica" non parli al suo bacino di riferimento ? Una tiratina di qua, una strizzatina di là, et voilà, i numeri dicono quello che si vuole: le pensioni stanno bene così come sono...

Dopo un "riassuntino politico" dico anche un'altra cosa: quel 14% di Pil o 30 % di spesa dello Stato rappresenta anche una quota di consumo interno che altrimenti non ci sarebbe, è vero che potersti spendere in altro modo, ma se non si dice chiaramente: vi levo il 50% delle pensioni perchè non è nella media OCSE, perchè non ce lo possiamo permettere, perchè svantaggiamo il lavoro in Italia, perchè etc., etc.,però con quel 7% di Pil o 15 % di spesa statale recuperata vi dò xzy (possono anche essere meno tasse, o aumenti di stipendio) , avreste una sollevazione popolare dei pensionati (quasi la maggioranza della popolazione oramai) senza alcun appoggio degli altri.

Ovvero nella guerra civile che si scatenerà fra nonni e nipoti converrebbe essere appoggiati almeno dai nipoti.

Oppure c'è una soluzione "economista" che al momento mi sfugge, essendo io un povero fesso che al momento mantiene i pensionati (e tante altre cose, in verità), ma a 65 anni e un giorno...

Il problema non è la metodologia statistica, ma la logica con cui i numeri vengono interpretati. Il fatto che il saldo tra spesa totale per pensioni e tasse totali (ottenute come somma dei contributi pensionistici pagati dai lavoratori più le tasse sul reddito pagate dai pensionati) sia leggermente positivo è un fatto contabile irrilevante.

Non è irrilevante, è un fatto contabile. Quanto è "contributi" e quanto è tasse dei pensionati ? Anche questo è interessante, e ci potrebbe dare delle indicazioni su cui argomentare, altrimenti è la stessa metodologia di CC: ti dico una cosa e fidati.