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Abbiamo ciò che meritiamo

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Credo sarebbe stato sufficiente far notare alla signora come i due beni NON siano perfetti sostituti, altrimenti per estensione lo sarebbero una pendrive comprata su ebay da taiwan ed una comprata al negozio di souvenir di Malpensa. Qualcuno continua a parlare di "negozi vicini", io continuo a leggere "grande centro commerciale" e "negozio in località turistica". Primo errore.

Secondo errore, come fatto già notare qualcuno, del surplus si appropria il possessore della risorsa scarsa, quindi al massimo la riprovazione (ma perché poi???) dovrebbe essere rivolta al proprietario dell'immobile! E siamo a due.

Terzo,mi pareva che un'economia di mercato si basasse sulla libertà delle controparti a scambiarsi beni, quindi nel momento in cui non esistono meccanismi che costringono un consumatore ad acquistare il bene in questione (chessò, magari un regolamento comunale per cui si può camminare per la strada centrale solo con dei sandali di pelle) direi che si tratta di un'economia di mercato a tutti gli effetti, "senza se e senza ma".

Infine, sul "valore" della contrattazione: avendo avuto esperienze in tal senso da Forcella all'Estremo Oriente, il gioco si risolve come segue. Il venditore propone un prezzo molto alto, il compratore controbatte con un prezzo frazionale e poi ci si accorda più o meno a metà strada (diciamo). Effetto uno: aumentano i costi di transazione. Effetto due: qualcuno qui sopra parlava di "appropriazione del surplus del consumatore"; beh a casa mia la contrattazione serve a segmentare il prezzo, dando un vantaggio agli insider che hanno un'idea precisa sul costo per il venditore rispetto agli outsider, e la segmentazione si usa precisamente per appropriarsi del surplus del consumatore. Se non vi spiace continuo a preferire un meccanismo di prezzi fissi e di concorrenza sul prezzo tra venditori diversi, visto che il prezzo è l'informazione più veloce e facile da capire che ci sia.