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Alcune considerazioni:

Chiamare l'Unione Consumatori puo' essere sbagliato, chiamarlo ladro chissa'. In fin dei conti l'unico modo di vendere dette scarpe ad un prezzo ridicolmente alto e' contare sull'ignoranza/incapacita' del compratore e ancora, quale differenza di prezzo dal costo di produzione alla vendita e' tollerabile e quando si sconfina nell'eccesso?

Non trattandosi di beni necessari ammetto che la questione puo' essere irrilevante.

Per quanto uno possa essere d'accordo nel principio del libero mercato e nella regola della domanda offerta, lo scenario attuale e' alcuanto complesso. Il cosidetto "consumatore consapevole" che dovrebbe fungere da regolatore di prezzi e' un ente molto astratto, oggi come oggi e' molto difficile giudicare la qualita' della merce (prodotta in serie, prodotti e materiali molto simili fra loro) e lo scenario piu' comune che ci si para davanti (diversamente da quello del post) e' 2 scarpe uguali, prezzo molto diverso, centro commerciale/negozio in centro, brand diverso. Il brand, che forse all'origine era garanzia di qualita', oggi non e' nulla e' anzi una cortina fumogena.

Lo sconfinamento nell'eccesso lo valuta un'altro imprenditore che vi vede una opportunità di guadagno!

Ma chi è che dice che è il "consumatore a regolare" il prezzo?? Su quali elementi si dovrebbe fondare questa teoria?

E' semmai la concorrenza ad indurre la mitigazione del prezzo!

Precisando che il prezzo di vendita è strettamente collegato alla volontà della Persona che cede i suoi beni, e solo ella può stabilire quanto valga il bene che cede, tanto quanto sarà l'acquirente a stabilire se è disposto a pagare quella cifra per quel bene. Importo, lo ricordo, che è in estrema sintesi la contropartita per aver ceduto una quota della propria vita in forma di lavoro.

So che fare queste precisazioni dovrebbe non servire a chi si intende di economia (e sicuramente qui c'è gente che se ne intende più di me), ma sta proprio qui il punto: la mancanza di una (magari banale) diffusione dei concetti di libero mercato e di rispetto della volontà della Persona, per quanto elementari possano apparire, è la chiave del problema. Come è difficile pretendere il raziocinio da parte di un popolo che crede nelle divinità del tuono e nella cura affidata agli stregoni, altrettanto è difficile con gente che al massimo viene educata dai dogmi teocratici che ancora oggi faticano a capire il senso profondo del rispetto della volontà della Persona.