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Le tasse dei banchieri di AIG

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Il problema, per quanto possa apparire strano ed anche sgradevole, sono le migliaia di mediocri economisti/fisici/matematici/MBA/ingegneri che fanno finta di fare i bancari sofisticati con i soldi degli azionisti e dei depositanti prima, e dei taxpayers (che poi sono le stesse persone) ora. A questi occorre tagliare le gambe, a quella piccola ma significativa cosca di mafiosetti chiaramente incompetenti occorre cominciare a dare regole, e redditi, appropriati alla loro competenza, che è manifestatamente scarsa. Esagero? Certo, sto usando la retorica come un badile, e lo faccio apposta per irritare. Mi sento legittimato a farlo: loro sono 15 anni che irritano me rubacchiando e facendo finta d'essere smart, clever and competent.

Michele, sulla scia di Nassim Nicholas Taleb stai "barking up the wrong tree" (ma almeno lui ha la giustificazione che i suoi libri in materia gli rendono bene). Chi si occupa seriamente di modellizzazione finanziaria non ha mai nascosto che i modelli matematici hanno un valore limitato, in finanza quanto in altri campi, e che, nelle parole di John Kay, "i modelli finanziari non sono una scusa per mettere il cervello a riposo". Sono, come diceva Carl Sagan della scienza in generale, "una candela nel buio", preziosa in mancanza di meglio.

Se modelli che sottovalutavano il rischio sono stati usati per giustificarne eccessive assunzioni, la responsabilita' e' di strutture di compensi che premiano "negatively skewed strategies" (guadagni in tempi normali in cambio di eventi catastrofici in rari casi) per chi prende le business decisions, e soprattutto dei regolatori che hanno lasciato correre nonostante fossero pagati proprio per vigilare su questi pericoli. C'e' su "Wired" di questo mese una storia istruttiva su uso e abuso della "Gaussian Copula" applicata al pricing dei CDO, nonostante le riserve piu volte espresse dal suo inventore David X. Li ("The most dangerous part," Mr. Li himself says of the model, "is when people believe everything coming out of it"), e anche da altri accademici, da almeno quattro anni (quest'articolo, e quello del WSJ a cui esso rimanda, sono del 12 settembre 2005).

Enzo: non leggere nelle mie parole più di quanto ci sia. I modelli io non li menziono, e questo non per caso.

Il problema non sono i modelli (oddio, sono un problema ma non sono IL problema), né chi li costruisce (per quanto, certa arroganza ho visto in giro in questi anni solo perché si sapeva  giocare con due processi stocastici ... oops, stessa storia tua!), ma chi li usa come foglia di fico per scelte fondamentalmente folli e consapevolmente tali. Due anni fa, quando è iniziata questa danza, non avrei mai creduto di dover scoprire quello che ho scoperto e dover riconoscere che i nostri bancari han fatto quello che han fatto. Non seguivo il settore e non potevo immaginarmi (colpa mia, sia chiaro: della serie "svegliarsi prima") la grandezza del sotterfugio statistico e del rischio morale consapevolmente perseguito. Ripeto, non ce l'ho né con i modelli né con i modellatori, per se, se non in quanto strumenti di un club di conniventi, con una certa cultura e certi meccanismi di selezione. Un club molto ristretto ma che oggi, controllando sia il Tesoro che la Fed, ci costa quello che ci costa. Composto di persone con le caratteristiche che elencavo.

Ripeto, non ce l'ho né con i modelli né con i modellatori, per se, se non in quanto strumenti di un club di conniventi, con una certa cultura e certi meccanismi di selezione. Un club molto ristretto ma che oggi, controllando sia il Tesoro che la Fed

Ma non mi pare affatto un club di geeks: Geithner ha B.A. in government and Asian studies e M.A. in international economics and East Asian studies; Bernanke e' economista e Greenspan pure (di formazione, sassofonista :-)); Summers economista; Rubin ha studiato economia e giurisprudenza; tra banchieri propriamente detti, Cayne (Bear Sterns) era un dropout di Purdue esperto di bridge (!); Sandy Weill (Citi) ha un B.A. in "Government"; Dimon (JP Morgan/Chase), Fuld (Lehman) e Hank Paulson sono M.B.A.; Blankfein (Goldman) ha una laurea in legge... Dove li vedi fisici, matematici e ingegneri? Loro di solito sono tenuti confinati in sala macchine a debita distanza dai media, anche perche' quando parlano tendono a farlo con allarmante sincerita'... Vedi appunto l'articolo del 2005 sul WSJ che ho citato piu' sopra.

 

Dai, Enzo, non mi fare la difesa d'ufficio della categoria!

Lungi da me voler sostenere che la grande maggioranza dei bancari incompetenti non è fatta di MBA, laureati in legge ed altri schmoozers e ciarlatani vari (se ne vedono anche qui a dir pirlate). Ed arroganti, perdippiù, perché alla BSchool hanno imparato a dire "arbitrage" ed "equivalent martingale distribution" ed il più bravo della classe sembra avesse pure capito come funzionava. Ma ci sono anche gli altri. Saran meno, saran stocasticamente dominati (in stupidità, arroganza ed ignoranza) da MBA e ciarlatani vari, ma ci sono anche loro, dai. Ne ho conosciuti a sufficienza per sapere che non sono misura zero.

Che poi la maggioranza di coloro che capivano come andavano le cose fosse fatta di "geeks" è pure vero, lo riconosco.

Che poi la maggioranza di coloro che capivano come andavano le cose fosse fatta di "geeks" è pure vero, lo riconosco.

Su chi capiva e su chi invece faceva finta di non capire segnalo un buon articolo di Gillian Tett su FT del primo maggio, "Genesis of the debt disaster", tratto dal suo nuovo libro "Fool's Gold: How the Bold Dream of a Small Tribe at J.P. Morgan Was Corrupted by Wall Street Greed and Unleashed a Catastrophe". Anticipo che traders e regolatori non ne escono molto bene rispetto ai geeks tipo Demchack, Duhon e Varikooty di JP Morgan, la cui crescente preoccupazione fu sistematicamente ignorata.

Anche istruttivo e' il video dell'intervista embedded nell'articolo, che discute (attorno al minuto 4:15) le responsabilita' del top management delle banche.