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Università di serie A e di serie B?

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Fllimento del 3+2

diego 12/1/2009 - 23:29

Negli ultimi 15 anni, in cui in vario modo ho vissuto l'università (economia a Genova), ho maturato la convinzione che la riforma 3+2 sia sbagliata.
Il motivo principale risiede nella perdita di approfondimento dei singoli insegnamenti e nella minore difficoltà di superamento del relativo esame. Meno ore di studio richieste, molte agevolazioni di vario tipo: compitini, tesine ecc..., comportano una minore preparazione complessiva al termine del percorso di studio.

Secondo me si sarebbe dovuto fare in questo modo.

Prima di tutto le lauree quadriennali avrebbero dovuto essere portate a 5 anni.
Nella mia esperienza non ho conoscenza di studenti che abbiamo finito economia a Genova in 4 anni, pochi anche quelli che sono riusciti a laurearsi in 5 anni. Effettivamente vi erano cose assurde: esami come statistica I e matematica generale con percentuali di superamento intorno al 15-20% (e in certi appelli anche inferiori), anche esami secondari, come storia economica o economia dei trasporti, richiedevano un impegno severo per essere superati con un bel voto. Il paragone con quanto accade oggi è impietoso, di fatto gli esami richiedono un impegno che non arriva al 50% rispetto a quanto accadeva nel vecchio ordinamento (per conferma basta confrontare i manuali di oggi con quelli di 15 anni fa, od assistere a qualche sessione di esame).
Oltre a portare la laurea a 5 anni si sarebbe dovuto dare un valore diverso ai diplomi di laurea. Premesso che il vecchio diploma di laurea era nettamente più impegnativo rispetto alle laure triennali attuali, proprio per questo era poco differenziato rispetto alla laurea, coincidendo coi primi tre anni di quest'ultima, e quindi disincentivando gli studenti a scegliere il diploma (perchè fare 3 anni quando con ancora un anno ottendo un titolo di studio considerato migliore?). Si poteva rendere il diploma di laurea un ideale proseguimento della scuola superiore, in particolare quella tecnica, con insegnamenti mirati alla professionalizzazione (a taglio tecnico più che teorico). In questo modo la laurea avrebbe mantenuto il valore che secondo me merita. Ovviamente non mi riferisco al valore legale (che abolirei) ma al percorso formativo nel suo complesso.

L'università serve soprattutto a formare. Oggi come oggi la formazione è posticipata a dopo l'università, la laurea 3+2 non è sufficiente, è necessario proseguire gli studi facendo master, studiando per conto proprio, o affidandosi alla formazione in azienda (ben rara). Ma anche un master richiede delle basi solide, che la laurea 3+2 non da ecc...

Cari saluti a tutti.