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Università di serie A e di serie B?

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  L'idea di Figà-Talamanca - costituire nelle università percorsi differenziati - mi sembra eccellente. Verrebbe incontro ad una richiesta sempre più pressante e del tutto giustificata di riqualificare i corsi di laurea, senza pesanti interventi in una situazione ormai consolidata. L'idea di aumentare il numero dei laureati, perseguita dai nostri legislatori senza valutarne le necessarie implicazioni, ha portato ad abbassare il livello degli studi con un riflesso sulla qualità delle stesse università. L'incentivazione verso le università affinchè stabiliscano percorsi didattici differenziati andrebbe completata - pena una scarsa efficacia - istituendo un adeguato numero di borse di studio e di residenze per reclutare nel modo più ampio i "capaci e meritevoli".

in fondo il problema è solo questo: troppi laureati = troppa concorrenza.

...che poi è sempre il problema in Italia, no? Troppa concorrenza ovunque!

Più seriamente, direi piuttosto che c'è poca corrispondenza tra domanda ed offerta: conosco un sacco di fisici e matematici (nonchè un filosofo) che fanno gli informatici perchè è il settore in cui c'è più richiesta.E se è vero che anche li le paghe son bassine rispetto al nord europa (di un 30/50% nella mia nicchia) non direi che sono lavori sottopagati.

Se poi vuoi dire che i confronti numerici con altri paesi sono fuorvianti per via dell' arretratezza media delle nostre aziende sono d' accordo.

in fondo il problema è solo questo: troppi laureati = troppa concorrenza.

Spero che nessuno ragioni in questo modo, anche se in certe repubbliche bananifere e' proprio cosi'. In giro per il mondo i paesi piu' progrediti hanno di regola le piu' elevate partecipazioni universitarie e le piu' elevate frazioni di giovani che si laureano.  Certo non esiste nessun paese progredito col 100% di partecipazione e laureati, ma dai bassi livelli tradizionali italiani l'esperienza empirica dice che dobbiamo migliorare.