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Università di serie A e di serie B?

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Anche a me sembra irrealistico e sbagliato pensare ad una separazione delle universita' o meglio dei dipartimenti universitari italiani in due gironi disgiunti di classe A e B.  In California c'e' qualcosa del genere nel settore accademico statale, ma il successo del sistema accademico USA non e' dovuto al fatto che ci siano campionati di serie A e B per le universita' statali, ma piuttosto al fatto che ogni Universita' e' diversa dalle altre, viene valutata e compete con tutte le altre, e puo' migliorare o peggiorare a seconda delle sue scelte e delle due politiche. Personalmente sono convinto che le Universities of California (statali di serie A) siano ottime universita' solo e unicamente perche' devono competere con le altre universita' d'elite nel medesimo paese (da Stanford a Harvard) e non certo perche' lo stato della California le ha definite di serie A.

Nel contesto italiano piuttosto che separare le universita' in due gironi distinti, sarebbe molto meglio valutare e far competere gli atenei e soprattutto i dipartimenti, e anche i singoli docenti, differenziando in misura adeguata fondi di ricerca e (moderatamente) stipendi.  Per quanto riguarda gli studenti, ritengo che un punto ineludibile sia quello di una selezione seria.  Negli USA ci sono test seri di ammissione per tutte le migliori universita', anche le statali Universities of California.

In secondo luogo, secondo me le universita' dovrebbero rilasciare oltre al diploma un riassunto del curriculum dello studente inclusivo di risultati del test di ammissione, degli esami principali del corso, e soprattutto dei tempi di completamento degli obblighi didattici e della tesi. Nello stesso documento un "bollino" dovrebbe certificare quali studenti hanno rispettato alcuni obblighi particolarmente stringenti, prendendo ad es. quelli della Scuola Normale (almeno 24 in ogni esame, media almeno del 27, esami superati tutti entro l'anno accademico del corso). Altri "bollini" potrebbero certificare che lo studente ha superato con successo un piano di studi particolarmente impegnativo suggerito dall'universita' come adatto alla ricerca.

Senza bisogno di definire atenei di serie A e B con decreto di Stato, il valore dei titoli rilasciati dovrebbe in seguito dipendere anche dalle informazioni accessorie e dalla reputazione, costruita nel tempo e variabile, dell'Ateneo che lo ha rilasciato.

Per l'ammissione e la conferma nel successivo anno ai corsi "di eccellenza" (odio questa parola e li chiamo "di approfondimento") dell'università Sapienza di Roma si è proprio scelto lo standard della Scuola Normale Superiore: tutti gli esami entro ottobre, media di almeno 27, nessun voto inferiore a 24. Nella mia proposta originaria tutti gli esami dovevano essere stati completati entro il 31 luglio. Lo standard della Normale è utilizzato anche per il rinnovo delle "borse di merito" dell'Istituto Nazionale di Alta Matematica.