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I derivati venesiani

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Prima o poi questo paese capirà l'entità e la portata dello scandalo dei derivati venduti ad investitori non professionali.
E' necessario però tenere a mente un fatto: un derivato "a copertura" non deve essere valutato da solo ma associato alla posizione (tipicamente un liability) cui è legato.  Facilmente, ci può essere un marking to market negativo sul derivato a fronte di uno positivo sulla posizione originaria.
E qui finiscono i pensieri costruttivi.
La realtà dei fatti ci indica che spesso, molto spesso, molto, molto spesso, il derivato che viene venduto ha una componete speculativa molto forte che non ha alcuna finalità di copertura (opzioni, FX, etc).  Inoltre, i margini che vengono applicati nella vendita sono spesso enormi: questi sono assolutamente opachi e danneggiano la capacità di copertura (if any) del prodotto venduto. 

In italia generazioni di blasonati banchieri hanno fatto carriera vendendo derivati non solo inutili, ma pericolosi e costosi, a migliaia di piccoli e medi imprenditori e a ignare (?) amministrazioni locali.  Le banche italiane non si sono fatte pizzicare dai CDO e dai subprime semplicemente perchè facevano già troppi soldi (risk free) vendendo prodotti tossici ai propri clienti, forti dell'impunità garantita da un legislatore perlomeno dsattento e basandosi sull'ignoranza finanziaria delle loro controparti.  Alcuni di loro sono stati condannati per reati finanziari nel corso delle prime (troppo poche) cause intentate da giudici e Consob, ma restano tutti, imperturbabili, a lavorare come prima.  In un paese serio, non potrebbero neppure avvicinarsi ad una banca, qui ne sono i dirigenti.
Poi si sono aggiunte anche le banche straniere, che hanno potuto fare qui quello che sarebbe impossibile a casa loro.

Il tutto nel solito assordante silenzio delle autorità.

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