Titolo

Horror Economics (I)

1 commento (espandi tutti)

"A mio avviso i dati, i fatti e la teoria economica suggeriscono che non di una normale recessioncina si tratta (come pensavo, erroneamente, circa un anno fa sulla base dell'evidenza allora disponibile) e che alcuni cambiamenti radicali, germogliati e cresciuti nell'ultimo quindicennio, sono oramai maturi ed operanti. "

 Sarebbe probabilmente opportuno aspettare la pubblicazione della terza parte di "Horror economics" per capire di cosa si tratta. Non conosco molto bene le statistiche a riguardo (non sono un economista, nè minimamente del mestiere, m'interesso e basta), ma ho come l'impressione che l'impiego speculativo di capitale (finanza) abbia preso parecchio terreno rispetto ad un suo impiego produttivo (investimenti industriali), oppure sono io che non valuto bene gli effetti della globalizzazione e guardo solo alle cose come accadono all'interno del vecchio mondo occidentale? oppure mi sbaglio del tutto?

Tra l'altro mi sembra che la diminuzione dei costi avvenga sempre più a spese degli elementi della produzione (lavoratori, macchine, infrastrutture,...) che non grazie all'introduzione di capitale produttivo più avanzato.

E poi il mostruoso indebitamento, mi pare senza alcun precedente storico.

Ammetto di essere confuso. Lavoro da anni e mi sembra che la tendenza sia verso un continuo degrado della situazione, anche nell'output generale delle merci e servizi prodotti (beni e servizi di lusso esclusi: quelli sono fantastici!).

Mi fermo quà perchè in effetti l'unica domanda che avrei da inesperto è: E' possibile che la crescita del sistema finanziario abbia buttato all'aria l'equilibrio tra capitale monetario, credito ed accumulazione? Vi è uno scostamento in crescita fra l'andamento del profitto complessivo e l'incremento del debito complessivo ?