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Horror Economics (I)

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Non ti seguo del tutto. I monoline insurers hanno sicuramente fatto porcate, ma svolgono anche una funzione utile e difficilmente sostituibile nei mercati finanziari. Alcune considerazioni:

1) Le monolines nascono proprio per ridurre le asimmetrie informative. I muni bonds sono prodotti molto complessi (sono emessi da istituzioni particolari; sono legati a flussi di cassa specifici e spalmati nel tempo, e spesso legati alla realizzazione di opere o altri avvenimenti futuri...). Valutare correttamente strumenti del genere non è da tutti. Così qualcuno si è preso la briga di specializzarsi ed "assicurare" questi bonds, creando in effetti dei nuovi prodotti finanziari detti "wrapped bonds"(WB). In pratica, le monolines si impegnano affinché chi compra un WB riceva interessi e principal come indicato dal bond sottostante; per questo, ricevono una fee. I WB prendono quasi sempre il rating della società che li "assicura", perché di solito è molto alto (AAA). Questo aumenta la liquidità del titolo e permette un'enorme espansione dei mercati in questione.

Essendosi specializzati nel "valutare cose strane", le monolines hanno continuato su quella strada, lanciandosi su un sentiero che sembrava dritto e profittevole, quello delle asset-backed securities. Anche in questo caso, si tratta di strumenti molto specifici e difficili da valutare. Negli scorsi anni, poi, erano strumenti che "tiravano" un sacco, e sembravano offrire buon rendimento con poco rischio di default.

In tutti questi casi, l'intervento delle monolines ha permesso di "aprire" dei segmenti di mercato: ci sono mercati che senza di loro non potrebbero esistere (e che, quindi, sono de facto già chiusi e lo rimarranno per un po'). Queste sono ovviamente le zone dove la puzza di marcio è più forte...

2) Se il rating di una monoline viene abbassato, si abbassa anche quello dei WB che essa vende (a meno che il sottostante non abbia già di suo un rating pubblico e molto elevato). Questo crea molti problemi, perché tipicamente chi compra un WB HA NECESSITA' DI AVERE IN PORTAFOGLIO TITOLI CON RATING MOLTO ALTO, per esempio per rispettare i vincoli di capitale di Basilea 2. Qui vien fuori con forza il problema del rating, della sua funzione poco chiara e della sua auto-referenzialità.

3) Il problema delle regole è importante. Ad oggi non ci sono indicazioni chiare, per esempio, sui requisiti di capitale di queste società. Le grosse monolines NON sembrano, per ora, avere problemi per trovare investitori (parlo anche di quelle in crisi, come MBIA ed Ambac). Prima di impegnarsi in un piano di ricapitalizzazione, però, hanno bisogno di capire una volta per tutte quale livello di capitale soddisferebbe il legislatore e/o le società di rating. Questi ultimi soggetti non sono ancora in grado di fornire simili risposte, e questo peggiora le cose: più passa il tempo, più la situazione diventa difficile, meno l'investire nelle monolines diventa attraente.

4) La soluzione di "spaccare" le monolines mi sembra difficilmente percorribile. Le tranches giudicate peggiori si dissolverebbero immediatamente. Infatti, come argomentato al punto (2), un declassamento significativo scatenerebbe una pioggia di vendite, scatenando un circolo vizioso. Su queste premesse, trovare investitori x ricapitalizzare sarebbe impresa ardua. Insomma, sarebbe fallimento sicuro. Oltre alle ripercussioni sui mercati, questi fallimenti si trascinerebbero dietro un'infinità di processi: gli investitori si fidano delle monolines anche perché sanno che queste ultime hanno in portafoglio anche titoli di ottima qualità.

Avevo altro da dire, ne sono sicuro... quando mi ricordo continuo...

Luigi secondo me non volendo hai fatto una analisi che RAFFORZA quanto detto da Michele non il contrario. Tu dici  correttamente:

I muni bonds sono prodotti molto complessi (sono emessi da istituzioni particolari; sono legati a flussi di cassa specifici e spalmati nel tempo, e spesso legati alla realizzazione di opere o altri avvenimenti futuri...). Valutare correttamente strumenti del genere non è da tutti. Così qualcuno si è preso la briga di specializzarsi ed "assicurare" questi bonds, creando in effetti dei nuovi prodotti finanziari detti "wrapped bonds"(WB). In pratica, le monolines si impegnano affinché chi compra un WB riceva interessi e principal come indicato dal bond sottostante; per questo, ricevono una fee. I WB prendono quasi sempre il rating della società che li "assicura", perché di solito è molto alto (AAA). Questo aumenta la liquidità del titolo e permette un'enorme espansione dei mercati in questione.

come tu vedi fai una analisi del male (asimmetreie informtive) perfetta. Siccome si titoli sottostanti sono di difficile valutazione, l'assicurazione prestata (che si esplica nel rating alto dato ai WB) in realtà ha un valore proprio perché gli investitori non hanno modo di comprendere a pieno il profilo di rischio. L'informazione veicolata con il nuovo WB rimane di pertinenza dei monolines. In pratica si spalma il rischio sottostante sul mercato, e in contropartita si ha una fee. Se non è un gioco con (nuova) assimmetria informativa questo non so cosa lo sia!

OK, OK, ma l'alternativa qual è? Mai voluto dare addosso a Michele, è che proprio fatico a capire dove vuole andare a parare.