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Economisti: che Style!

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Per caso avete visto anche questo?

L'Espresso
28 febbraio 2008
Geronzi deve dimettersi
La regola sulla impresentabilità dei politici condannati va applicata anche ai banchieri
Luigi Zingales

"io chiedo formalmente al presidente della Confindustria Montezemolo, che tanto ha fatto per migliorare l'immagine del nostro Paese, di prendere pubblicamente posizione contro il permanere di un condannato per bancarotta alla presidenza di una delle principali banche di questo Paese. Chiedo inoltre a tutti quelli che operano nel mondo della finanza e dell'impresa, e che soffrono per il danno di immagine che questa situazione comporta, di prendere posizione pubblicamente nei commenti qui sotto"

Finora ho letto solo 5 commenti anonimi. Sarà che in Italia ci hanno abituati ad appelli di altro genere (e ne aveva parlato persino l'Economist):

Il Sole 24 Ore
17 aprile 1997
LETTERA DI 45 IMPRENDITORI
Dai "big" dell'economia solidarieta' a Romiti

Alcuni esponenti del mondo industriale e finanziario, tra i quali Enrico Cuccia, hanno inviato a Cesare Romiti un attestato di solidarieta' che conferma le dichiarazioni di Confindustria e di molti imprenditori a proposito della sentenza del Tribunale di Torino che ha gia' fatto e fara' discutere anche giuristi e politici. Ieri solidarieta' e' stata espressa anche da 5mila dirigenti e quadri riuniti al Lingotto.
Le decisioni del Tribunale di Torino fanno prevedere un seguito certamente non breve all'iter giudiziario gia' da quattro anni in corso a carico di taluni tra i massimi esponenti del maggior gruppo
industriale privato del nostro Paese. Queste decisioni ripropongono per l'ennesima volta il problema dei rapporti tra imprenditoria e politica, rapporti che sono tanto piu' inevitabili quanto maggiori sono le dimensioni delle imprese coinvolte, e debbono essere esposti costantemente a scrutinio per accertarne l'assoluta asetticita'. In pari tempo non si possono perdere di vista le mutate dimensioni delle maggiori aziende e la complessita' crescente delle strutture gestionali per cui in altri Paesi - cominciando dagli Stati Uniti - vale il principio di escludere dal perimetro delle responsabilita' operative i fatti che abbiano una rilevanza assolutamente marginale rispetto alle dimensioni dei conti delle imprese, quasi a ripetere il vecchio adagio: "de minimis non curat praetor".

[ndr.: questo presunto "principio" delle soglie, detto anche della "modica quantità", rispolverato in Italia nel 2002, in occasione delle modifiche alla legge sul falso in bilancio, é stato però smentito dalla SEC ]

La magistratura italiana ritiene opportuno di seguire criteri rigoristici, anche se essi possono portare a riflessi negativi, essi si' sproporzionati all'importanza dei fatti sulla vita delle imprese e sulla serenita' della loro conduzione. I sottoscritti, che sanno l'impegno personale, la dirittura morale e l'ortodossia di comportamento che hanno sempre caratterizzato l'attivita' di Cesare Romiti, vogliono in questa
occasione esprimergli tutta la loro stima e la loro piena solidarieta', convinti che le sue doti personali e di carattere gli consentiranno di portare avanti il proprio lavoro, dando a questo episodio il peso che esso effettivamente merita.
Piero Antinori, Tito Bastianello, Ugo Beretta, Antoine Bernheim, Roberto Bertazzoni, Enrico Bondi, Silvano Boroli, Mario Carraro, Giancarlo Cerutti, Francesco Cingano, Paolo Clerici, Giuseppe Codrino, Gaetano Cortesi, Umberto Cravetto, Enrico Cuccia, Antonio D'Amico, Diego Della Valle, Ennio Doris, Alberto Folonari, Peppino Fumagalli, Roberto Gavazzi, Giuseppe Gazzoni, Gianfranco Gutty, Luigi Lucchini, Achille Maramotti, Vincenzo Maranghi, Filippo Marazzi, Alfio Marchini, Vittorio Merloni, Majani Mezzadri, Romano Minozzi, Leonardo Mondadori, Letizia Moratti, Giannola Nonino, Umberto Nordio, Sergio Orlandi, Alberto Pecci, Sergio Pininfarina, Antonio Ratti, Marida Recchi, Walter Ricchetti, Andrea Riffeser Monti, Lucio Rondelli, Gianmario Rossignolo, Gianfranco Zoppas.

Il Sole 24 Ore
17 aprile 1997
Altre lettere di imprenditori
Il Pm replica: "Applicato il diritto"
Caso Romiti, messaggi di solidarieta'

ROMA - Ha suscitato molti commenti la lettera pubblicata ieri dal Sole-24 Ore, nella quale alcuni fra i massimi esponenti del mondo industriale e finanziario italiano hanno espresso la loro solidarieta' al presidente della Fiat, Cesare Romiti, condannato a un anno e mezzo di carcere dal Tribunale di Torino con le accuse di falso in bilancio, finanziamento illecito ai partiti e frode fiscale. Al documento, firmato fra gli altri da Enrico Cuccia e dai tre ex presidenti di Confindustria Luigi Lucchini, Vittorio Merloni e Sergio Pininfarina (ai quali va aggiunto il nome di Aldo Braghetti Peretti, omesso ieri per errore) ha replicato in un'intervista a un'emittente privata radiofonica milanese il Pm di Torino Marcello Maddalena. "Noi abbiamo applicato la legge - ha sostenuto il magistrato -, abbiamo dato una nostra interpretazione e il giudice ci ha dato ragione. Se trovano che questo non va bene, cambino la legge. Noi non possiamo fare altro che applicarla". A Romiti era giunta anche la solidarieta' dei cinquemila dirigenti della Fiat, che hanno organizzato mercoledi' pomeriggio un'assemblea straordinaria al Lingotto. Secondo Innocenzo Cipolletta, direttore generale di Confindustria, questa manifestazione "testimonia l'attaccamento nei confronti di una persona che e' riuscita a portare avanti la piu' grande azienda italiana: e' un atto di stima dovuto e importante". Al Sole-24 Ore sono arrivate ieri altre testimonianze di adesione alla lettera degli imprenditori. Questi i nomi dei firmatari: Carlo Alecci, Giuseppina Arduino, Rocco Basile, Gianfranco Bellezza, Alberto Beretta, Sergio Cassano, Giancarlo Cavalli, Walter Ceresa, Francesco Cimminelli, Paolo Ferro, Carlo Alberto Jura, L. Lauciello, Mario Magnetto, Pietro Marocco, Severino Mennella, Davide de Bernardo, Giuseppe Minardi, Paolo Molinar, Gerolamo Orecchia, Giovanni Ozello, Domenico Pavia, Pietro Passone, Alessandro Pellion di Persano, Damiano Russo, Roberto Stola, Luigi Tessera, Giorgio Vuillermoz.

Ma Francesco Cimminelli è il nostro (del Toro) ex-presidente? Quello cha ha fatto fallire il Toro tre anni fa? Quello che voleva vendere i nostri trofei? Spero sia un omonimo (ma non lo credo).

Romiti? Cesare Romiti? Non ha la sua ditta qualcosa a che fare con il problema dell'immondizia della Campania? O mi sbaglio?

Dicci, dicci, dicci sandroft, che io almeno questa non la conosceva. Il nostro grande imprenditore, super manager, capitalista doc, in quale altro pastrocchio sussidiatosenonpeggio sta facendo i soldi ora?

Non leggete i giornali italiani? Il grande pastrocchio dell'immondizia parte da un enorme appalto per la costruzione degli inceneritori moderni (detti pudicamente termovalorizzatori) vinto dalla ditta della famiglia Romiti sulla base di ribassi che non tenevano conto delle obiettive condizioni su cui bisognava lavorare (mi sembra in termini di raccolta differenziata). Ma ci sarà pur qualcuno in grado di soddisfare meglio la vostra curiosità.

Sono IMPRESSIONATO! Questo non è un blog di sderenati, ma un centro studi! Ho posto la richiesta alle 23:04 di una domenica sera, e meno di 40 minuti dopo la documentazione era on line!

Interessante questo capitalismo di stato italiano. Come apprendiamo dalle notizie che Wikipedia ci offre sul padre

Dopo l'uscita dalla Fiat fonda la società finanziaria Gemina che controlla Rcs, di cui è presidente dal 1998 al 2004 e la società di costruzioni e ingegneria Impregilo, ne manterrà il controllo sino all'anno 2005 e la presidenza sino al 2006. [...] Nel 2007 avviene l'uscita della famiglia Romiti dall'azionariato di Impregilo.

Solite storielle d'imprenditoria di stato, inefficienza e corruzione sostenute dalle tasse degli altri.

Intanto, il PD candida Massimo Calearo al parlamento, e nessuno si preoccupa che questa scelta possa generare, in un prossimo futuro, rilevanti conflitti d'interesse viste le attività imprenditoriali in cui il soggetto in questione è impegnato. Vediamo se, almeno, si dimette da Federmeccanica. Dopo il figlio del finanziere di fiducia di D'Alema, ora va in lista il presidente di un sindacato di imprenditori. È il nuovo che avanza.

Non so se avete una vaga idea del vespaio che sta suscitando la candidatura di Calearo all'interno del sistema delle piccole imprese di Confindustria, sebbene nessuno che non sia vissuto su Marte negli ultimi anni si possa stupire.

I commenti sono, a dir poco, roventi e sferzanti gli apprezzamenti per il personaggio: il più tenero approva la decisione perché ..... così non sarà mai vicepresidente della Marcegaglia e si dovrà dimettere da Federmeccanica ...