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L'evidenza empirica sul salario orario minimo

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C'è un argomento contro il salario minimo che non si prende spesso in considerazione. Il livello del minimum wage viene quasi sempre fissato a livello nazionale, senza tener conto del fatto che il costo della vita varia da una regione all'altra. Il risultato quindi è di aumentare la disoccupazione nelle zone in cui la vita è meno cara, che in genere sono anche le più povere.

Un esempio: qui a Londra il minimum wage è come se non ci fosse, perché il costo della vita è così alto che anche i lavori più umili spesso pagano di più. Nella zona in cui abitavo prima (contea di Durham) potevi affittare un appartamento e vivere comodamente col minimum wage, a Londra al massimo ci affitti una stanza con molta difficoltà.

Come dice giustamente
Michele, il modo migliore di effettuare redistribuzione è attraverso la
negative income tax, implementata negli Stati Uniti sotto forma di
Earned Income Tax Credit (EITC).

La beneficenza è ancora meglio :-)

Giusta osservazione, grazie (quella sulla variazione regionale in costo della vita). In realta', ad essere precisi, non e' la variazione del costo della vita che importa, quanto quella dei salari di equilibrio in ciascun mercato locale. Ovvero, il salario che si viene a stabilire per il gioco di domanda e offerta in quel mercato, con quel mix di imprese e quella produttivita' marginale del lavoro. (Ma dire questo vuol dire andare contro il Verbo che santifica la contrattazione nazionale, e quindi non si puo' dire perche' puzza troppo di flessibilita').

Il costo della vita invece riflette tante cose, fra cui il valore delle "amenities" di cui uno gode in posti diversi. In altri termini, a Londra il costo della vita e' piu' alto che a Durham perche' a Londra ci sono i teatri, i cinema, i clubs, la musica, eccetera. E la gente e' disposta a pagare di piu' per godersi queste cose.

In economia urbana queste cose sono note. C'e' un bellissimo articolo di Jennifer Roback, ad esempio, "Wages, Rents and the Quality of Life", Journal of political Economy 1982 che spiega tutto per bene.

L'altra osservazione, sulla beneficenza, in realta' e' molto azzeccata. E' da tempo che vorrei scrivere un post su beneficenza pubblica vs. privata. Vedremo.