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L'evidenza empirica sul salario orario minimo

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Non credo che l'obiettivo del contratto nazionale sia il perseguimento di una esistenza "libera e dignitosa". Penso che per avere una vita "dignitosa" (concetto peraltro assai vago), occorra un reddito diverso se si vive a Milano piuttosto che ad Enna. Se il contratto nazionale specifica salari da vita dignitosa a Milano, ad Enna si sta più che bene. 

Inoltre, anche se il costo della vita fosse geograficamente omogeneo, proprio come con il concetto di salario minimo, l'evidenza illustrata sopra suggerisce che misure del genere, se hanno efficacia, riducono l'occupazione, o non l'aumentano. Nel primo caso, non favoriscono certamente l'esistenza dignitosa di chi il lavoro non ce l'ha o lo perde a causa di esse. Va chiarito infatti che quando si discute del fatto che il salario minimo riduce la disuguaglianza, come viene fatto in qualche commento sopra, si intende la disuguaglianza fra quelli che lavorano, senza tener conto del salario zero di chi perde il posto.