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L'evidenza empirica sul salario orario minimo

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Grazie a Giorgio per la review sull’evidenza empirica sul salario orario minimo. Devo dire che mi ha sempre lasciato perplesso il contrasto così forte tra i primi lavori di Card e Krueger e quelli più recenti. Immagino che parte della storia vada ricercata nelle caratteristiche specifiche dei diversi mercati del lavoro analizzati.

 

E poi mi chiedo: ci interessa davvero solo l’effetto sull’occupazione (premesso comunque che resta centrale). A questo proposito vorrei far presente che forse l’analisi e il dibattito dovrebbero guardare anche ai criteri di ottimalità del salario minimo legale, nel senso che qualunque discussione sul tema non può prescindere: 1) dall’analisi delle elasticità della domanda e dell’offerta di lavoro nel segmento/segmenti di mercato interessati dall’introduzione e/o dall’aumento; 2) dall’obiettivo di redistribuzione del policy maker in un contesto di second best.

Segnalo un working paper di Saez e Lee che potete trovare cliccando sul titolo (Optimal Minimum Wage in Competitive Labor Markets ) dello scorso Dicembre che affronta proprio questi temi e giunge alla conclusione che l’introduzione/aumento del salario minimo può essere ottimale in un’ottica di second best, concesso che i risvolti sull’optimal employment dei lavoratori low skilled siano tutt’altro che scontati. Ecco l'abstract:

This paper presents a theoretical analysis of optimal minimum wage policy in a perfectly competitive labor market. Introducing a minimum wage is desirable if the government values redistribution toward low wage workers. This result remains true in the presence of optimal nonlinear taxes and transfers. In that context, a minimum wage effectively rations low skilled labor which is subsidized by the optimal tax/transfer system, and improves upon the second-best tax/transfer optimum. We derive formulas for the optimal minimum wage (with or without optimal taxes) as a function of the elasticities of labor supply and demand and the redistributive tastes of the government. The optimal minimum wage decreases with the demand elasticity for low skilled labor but increases with the supply elasticity of low skilled labor. The optimal minimum wage follows an inverted U-shape as a function of the strength of the redistributive tastes of the government. We present a number of numerical simulations to illustrate those results. When labor supply is along the extensive margin, a minimum wage should always be associated with in-work subsidies [tipo EITC, ndr.] the co-existence of minimum wages with high participation tax rates for low skilled workers is (second-best) Pareto inefficient.

Una nota anche sul cosiddetto “modo migliore di effettuare redistribuzione” citato da Giorgio. Innanzitutto non confonderei la NIT con l’EITC; non mi sembra infatti corretto dire che EITC sia una forma di applicazione della NIT. I due strumenti hanno filosofia sostanzialmente diversa. Il problema sta nella risposta degli individui in termini di labor supply.

La NIT è uno strumento efficace di redistribuzione a favore dei redditi bassi se non c’è un problema di scarsa partecipazione al mercato del lavoro (ovvero quando la risposta degli agenti si concentra prevalentemente sul margine intensivo). La NIT, infatti, tende ad avere effetti disincentivanti sulla partecipazione al mercato del lavoro.
L’EITC, invece, agisce in modo pieno proprio sulle scelte degli agenti lungo il margine estensivo (decidere o meno se partecipare al mercato del lavoro). Siccome fornisce un sussidio a chi lavora (ma guadagna poco) essa costituisce un forte incentivo a partecipare attivamente (lavorando) al mercato del lavoro.

Negli USA il sistema è estremamente complesso visto che oltre alla NIT e all’EITC sono in vigore molti programmi di welfare e, pertanto, una valutazione degli effetti complessivi è difficile da fare. In Italia, invece, non abbiamo nulla (ma qualcosa serve).

Nel decidere cosa sia ottimale occorre analizzare di nuovo le elasticità dell’offerta di lavoro. La mia sensazione è che troppa gente (tipo le donne) stiano fuori dal mercato del lavoro perché scoraggiate da salari d’ingresso troppo bassi che non giustificano la perdita della “produzione domestica alternativa”. In questo senso la EITC sarebbe auspicabile. Per contro, se riteniamo che i redditi di alcuni lavoratori (quindi, già sul mercato) siano troppi bassi, si potrebbe studiare un sistema doppio NIT+EITC.

Per dettagli potete vedere Saez (2002) e Moffitt (2003).

se questo è quello che intendi per cut and paste fico, basta usare il bottone

che trovi sulla prima riga della finestra usata x scrivere i commenti.

Per quanto riguarda i link "ben fatti", non lo so: personalmente mi limito a copia-incollare l'url...

(non ho ancora capito come si inseriscono i link e come si fa il cut and past in modo “fico” come lo fanno gli altri):

Usa il cursore per evidenziare le parole che vuoi associare al link.

Clicca il simbolo catenina nel menu (quella intera, quella rotta e' per togliere un link)

Si apre finestra di lavoro, inserisci URL del link in linea apposita. Click Insert.

Finestra di lavoro si chiude. Save, done.


Visto
che ci siamo: usa il modulo contrassegnato dalla W di Word (sempre nel
menu' sopra) o quello contrassegnato dalla T di Text per inserire,
rispettivamente, cut and paste da file in Word (ed anche PDF) e Text.
Questo tende ad eliminare i comandi tipo ecc.

Se
questo non funziona, clicca HTML, nel menu, e ti esce il testo in
versione html, dove puoi togliere manualmente comandi indesiderati.

Visto che commento "fico" ti ho fatto? Tips in euros greatly appreciated, thanks. I links li metti tu, pero' ... cosi' fai pratica! :-)

Sono davvero emozionato! Tutto chiaro. I owe you one, Michele.

D'altro canto avendo ammesso che l'Inter quest'anno vince meritatamente e avendo proposto di scrivere "forza inter" sulla scheda elettorale, dovremmo essere quasi pari!

comunque grazie. ho aggiornato i link.

Messa apposta la forma, veniamo alla sostanza.

Anzitutto, interessante questo paper di Saez&Lee che citi. Sembra quasi uguale, anche nel titolo, ad un paper parecchio più vecchio, scritto da un mio ex studente di MN quando era alla Fed di Atlanta (ora sta a Duke). Il loro (Gorostiaga&Rubio-Ramirez) abstract dice

This paper studies the use of a minimum wage law to implement the
optimal redistribution policy when a distorting tax-transfer scheme is
also available. The authors build a static general equilibrium model
with a Ramsey planner making decisions on taxes, transfers, and minimum
wage levels. Workers are assumed to differ only in their productivity.
The authors find that optimal redistribution may imply the use of only
taxes and transfers, only a minimum wage, or the proper combination of
both policies. The key factor driving their results is the reaction of
the demand for low-skilled labor to the minimum wage law. Hence, an
optimal minimum wage appears to be most likely when low-skilled
households are scarce, the complementarity between the two types of
workers is large, or the difference in productivity is small.

Interessante l'analogia, no? Non ho letto con attenzione il paper di Saez&Lee (che trovate qui) ma son curioso di farlo per vedere dove stanno le novità. Sai com'è, ho dato un'occhiata di corsa e Gorostiaga&Rubio-Ramirez ci sono in bibliografia ma non sono proprio menzionati nel testo ... Spero che la cena con Faruk non porti con sé troppo vino rosso ...

Un rapido esame delle conclusioni e dell'introduzione suggeriscono che il punto di L&S dipende dall'uso di "efficient rationing", che in italiano corrente si traduce in "disoccupazione efficiente". Ossia: quelli che non sanno fare molto, paghiamoli un po' più di quanto sanno produrre, ma facciamoli lavorare poco. Se riteniamo che redistribuire reddito PER SE sia una buona cosa (indipendentemente da efficienza economica ed incentivi a darsi da fare per lavorare e diventare produttivi) questo metodo (della disoccupazione efficiente accompagnata dal salario minimo più alto di quello di mercato) è teoricamente utile. Nota, teoricamente. Nessuna base empirica, solo un'affermazione teorica.

Qui veniamo all'ultimo punto, poi passo e chiudo sino a dopo lettura del paper. Gli argomenti teorici, teorici sono. Una volta ero bravo a farli, e mi divertivo a provare, teoricamente, che cose stranissime erano possibili (per i curiosi, qui trovate parecchi esempi) se certe particolari ipotesi erano soddisfatte. Il trucco sta nella rilevanza empirica delle ipotesi e, in particolare, delle loro implicazioni ai valori dei parametri che hanno qualcosa a che fare con il pianeta Terra su cui viviamo. Finché non si passa questo fondamentale test, le teorie in cui tutto è possibile vanno trattate con molti grani di sale ...

Quindi, se qualcuno ha evidenza empirica da portare, la porti. Ma l'argomento ipotetico che dice "SE mi interessa fondamentalmente la redistribuzione E SE non mi interessa ridurre l'occupazione E SE non mi interessa ridurre il PIL, ALLORA i salari minimi sono una buona cosa", beh, capisci, io su quell'argomento ipotetico starei molto attento a scriverci delle leggi che poi occorre applicare a gente concreta in un mondo concreto, in questo caso l'Italia del 2008.

"Il trucco sta nella rilevanza empirica delle ipotesi e, in particolare, delle loro implicazioni ai valori dei parametri che hanno qualcosa a che fare con il pianeta Terra su cui viviamo. Finché non si passa questo fondamentale test, le teorie in cui tutto è possibile vanno trattate con molti grani di sale ..."

Caro Michele: Grazie per la lectio;

Io ero rimasto all'econometrica di Don Abbondio insegnata a Statistica da uno che ha scritto di equilibrio economico generale walrasiano e che di queste cose a livello didattico ne sapeva poche. Solo in Italia uno che ha delle pubblicazioni scientifiche sull'economia teorica ottiene la cattedra di Econometria (non so se mi sbaglio). Uno magro allampanato le cui iniziali sono EZ. Non sai che fatica ho fatto successivamente per apprendere quella un po' più moderna durante il Master. E visto lo sforzo fatto l'ho rimossa. Ogni volta ci devo tornare sopra. Io ero rimasto a coloro che nell'analizzare il risultati delle simulazioni si dimenticano "le ipotesi di lavoro" facendo come il prestigiatore che durante lo spettacolo si meraviglia del coniglio che tira fuori dal cilindro. Per chiudere se qualcuno del "nFA Team" fosse disposto, stile Nettuno, a darmi delle ripetizioni via Web gli sarei profondamente riconoscente e per ricompensa anch'io sarei disposto a gridare Forza Inter. Visto che non mi costa nulla. Ebbene sì anch'io sono interista.