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Il liberismo non è di sinistra.

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Grazie fausto, credo tu ti riferisca a questi due articoli: 

L'articolo di Michele

Quello del commercialista

Quello del commercialista

 

"Gli  hedge funds [...] sono infatti niente altro che banche irregolari"??? Ma c'e' o ci fa?

Ma sai che invece questa forse è una delle poche cose che ha azzeccato? Se il discrimine deve essere la raccolta di risparmio per finanziare il credito, allora qualunque entità che si finanzi per investire svolge un'attività parabancaria. Un hedge fund, ma anche solo un fondo normale, è una società che emette azioni (le quote) tramite cui si finanzia per investire. Cosa aveva nell'attivo una banca di 50 anni fa? Mutui, corporate loans, prestiti personali, fidi... Cosa ha un fondo al giorno d'oggi? Mutui (RMBS), corporate loans (CLO), prestiti personali (ABS) ecc. L'unica differenza sostanziale è che la banca "tradizionale" offre strumenti per il regolamento dei pagamenti, e in base a questo sottosta alla vigilanza della BC (cioé l'istituzione che regolamenta il sistema dei pagamenti in un area valutaria).

Ancor meglio un conduit: si finanzia tramite equity, debito a breve termine (commercial paper) e debito a lungo termine (bond). E usa i proventi per assumere rischio di credito. La differenza con il property desk di Goldman Sachs dove sta - a parte che Goldman può finanziarsi anche sull'interbancario?

L'evoluzione finanziaria ha sfumato di parecchio i limiti di certe definizioni, non c'è che dire... 

Forza Italia dovrebbe mettere te al posto di Tremonti:  sei riuscito quasi a spiegare razionalmente una sua sparata con argomenti coerenti e giustificazioni da "colto dei mercati finanziari"; roba che Tremonti, secondo me, conosce molto molto molto meno di te: se ti legge, va a finire che ricicla le argomentazioni per la prossima puntata di Ballarò :) Però secondo me il paragone è forzato: il fatto che sui mercati finanziari ci si scambi allegramente roba che un tempo non girava con altrettanta facilità (tipo esposizioni creditizie) non basta a fare diventare un fondo qualsiasi una banca. La banca raccoglie depositi "a vista", che è un po' diverso rispetto a vendere quote per investimenti a lungo termine, nel senso che il depositante movimenta il suo cc tutti i giorni per le sue porche necessità, mentre l'investitore del fondoi soldi li ha immobilizzati li per farli fruttare (nel caso di un fondo hedge, poi, dovrebbe anche stare seduto al suo scranno anche se le quote scendono parecchio: dopo tutto dovrebbe essere gente molto propensa al rischio). E infatti se chiude un hedge fund non piange quasi nessuno (chi ci ha messo i soldi sapeva che si prendeva tanti rischi), se fallisce una banca i depositanti non sono contentissimi (perché di rischi non volevano correrne per niente). Tremonti l'ha sparata grossa, ma ha reputazione di intelligentone, per cui si tende a concedergli fiducia immeritata, come con D'Alema (non per niente, pare si scambino bigliettini più o meno affettuosi nelle sedute parlamentari).

Me lo chiedo anche io. L'articolo sembra architettato da un "Alan Sokal economista" che voglia prendere in giro Braudillard o altri pagliacci del medesimo circo.

Mi suggerisce, pero', due considerazioni.

[Avessi appreso da piccolo le regole base della buona educazione forse mi eviterei la prima, per la ragione seguente. Poiche', su esplicito invito di
FG - conoscendo l'onesta' intellettuale di Francesco la cosa non sorprende e conferma che faccio bene a non sorprendermi - il Corriere ha appena pubblicato un mio
pastrocchio, forse dovrei solo ringraziarli per l'interesse nelle mie opinioni e starmene zitto. Ma non posso.]

1) E chiedo: perche' il principale quotidiano italiano pubblica castronerie pseudo-economiche di questa natura? Solo perche' quest'uomo era una volta il ministro dell'Economia di un governo nazionale? Perche' occorre dare la possibilita' a tutti d'esprimere le proprie opinioni (l'han data anche a me ...)? Possibile non vi sia un filtro di qualita' anche per gli scritti di personaggi politicamente "potenti"? Quando il lettore medio del Corriere legge queste buffonate, cosa apprende? Ride come si fa qui oppure rischia, a causa dell'autorevolezza del quotidiano e dal fatto che l'autore oltre che ex-ministro e' anche "professore", di prendere sul serio e credere a frasi insensate come quelle che ho appena letto? 

2) Agli amici, fra cui parecchi lettori, che non riescono a comprendere perche' io provi tanta reticenza nei confronti di questa destra e non creda possibile niente di buono per il paese se questa destra sostituisce questa sinistra chiedo: capite perche'? Se la persona che scrive (pensa?) queste cose e' il cervello economico della destra italiana, il passato e futuro ministro dell'economia e forse anche il leader in assoluto della coalizione, se le politiche economiche della destra italiana devono seguire da teorizzazioni di questa natura, com'e' possibile credere che da costoro venga qualcosa non di liberale ma semplicemente di sensato? Capite ora perche' molti liberali con cervello funzionante se ne stiano in panchina o cerchino di convincerSI che il liberismo e' di sinistra? 

Quanto al primo punto credo dipenda da un mix di incompetenza, piaggeria e lassismo.

E non succede solo per l'economia:ogni volta che leggo un articolo un minimo tecnico che parla di informatica mi chiedo perchè non si prendano un consulente competente, o perlomeno non si facciano una ricerchina in rete da 10'.

Ed una volta li ho presi in castagna su un argomento di fisica col poco che ricordavo dell' università. Ammetto di aver barato: l' articolo era di un mio ex professore che teneva intere lezioni senza scrivere una sola formula perchè di fisica non ha mai capito nulla.

edit: dopo aver letto Sandro sotto mi rendo conto che sulla piaggeria ho esagerato.Al solito parlo troppo e penso troppo poco.

E chiedo: perche' il principale quotidiano italiano pubblica
castronerie pseudo-economiche di questa natura? Solo perche' quest'uomo
era una volta il ministro dell'Economia di un governo nazionale?

Dai Michele, il corriere ha tanti difetti ma come puoi fargli una colpa se pubblica gli articoli di Tremonti?

Gli articoli di opinione e commento si pubblicano o perché contengono idee interessanti o perché il commentatore è persona di spicco. Tremonti non è solo l'ex ministro dell'economia, è anche il prossimo; e visto lo stato sempre più pietoso dell'attuale maggioranza 'prossimo' significa probabilmente mesi, non anni. Solo per questo, quello che pensa questo signore è rilevante e degno di essere pubblicato; qualunque quotidiano, non solo in Italia, lo farebbe. Poi, se Tremonti è un babbeo e lo stato della conoscenza economica in Italia è comatoso cosa ci possono fare al corriere? Quando scelgono la gente in base alle idee che esprimono in fondo scelgono Giavazzi.

Argomento ineccepibile, anche se ricordo che Tremonti scriveva regolarmente sul corriere ben prima di entrare in politica (con Segni mi pare), come altre persone su cui avete avanzato riserve altrettanto ampie come Alvi. Inutile dire che dal basso della mia ignoranza in materia ero più che disposto a prender per buono gran parte di quanto scrivevano.

P.S. La mia opinione sul corriere è molto migliore di quanto possa sembrare da questi interventi, se no non mi prenderei la briga di leggerlo regolarmente. Non credo che certi strafalcioni siano prerogativa del corriere, piuttosto mi fa rabbia che passino così facilmente su uno dei migliori giornali italiani.

Certamente Sandro, la mia domanda era retorica e capisco perfettamente i vincoli, da un lato, e gli incentivi, dall'altro, con cui opera la direzione del Corriere. Ma li capisco solo fino ad un certo punto, per due ragioni.

- Continuo a pensare che se Barak Obama invia una sequenza di sproloqui separati da una punteggiatura aleatoria al New York Times, qualcuno dal NYT cortesemente glielo rifiuta. 

- Lasciamo stare gli USA, che sono un mondo a parte. Leggo regolarmente la stampa spagnola e francese: gli articoli/lettere dei politici (sia al potere che all'opposizione) appaiono con tanta poca frequenza che dire "mai" e' un'approssimazione ragionevole.

Ovviamente cambiare equilibrio non dipende solo dal Corriere, esiste anche la concorrenza e lo capisco. Ma il Corriere ha un prestigio tale da potersi permettere di dare il buon esempio che forse gli altri giornali, meno prestigiosi e/o piu' vicini a gruppi politici ben definiti, non possono dare. Credo sarebbe un utile segnale alla casta, fra i tanti che sarebbe il caso inviare loro: il potere politico che vi abbiamo delegato NON implica che noi si debba leggere/ascoltare/stampare qualsiasi incoerente serie di castronate vi passi per la mente. Se volete farlo, compratevi una pagina pubblicitaria e pubblicate li' i vostri lunatici sproloqui.