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Il liberismo non è di sinistra.

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La piu' semplice delle quali dice semplicemente che ridurre le diseguaglianze economiche e' il modo piu' efficiente per ridurre conflitti. Se i conflitti medesimi siano solo effetto di "cause" prodotte dall'invidia (come cita Michele Boldrin, vide supra) e' possibile ma e' una delle ipotesi e nemmeno la piu' chiara, a modesto avviso del sottoscritto.

Ci sono, gia' quintali di carta e di megabytes sui temi della percezione dell'ingiustizia, e in molti casi l'invidia ha nulla a che fare con essa.

Puoi dirci un pochino di piu' su queste teorie? Qual'e' l'argomento teorico, quali le ipotesi e quali le basi empiriche di ipotesi e, soprattutto, conclusioni?

Se intendo bene l'idea sarebbe che societa' diseguali, indipendentemente dal livello medio del reddito, generano conflitti dannosi fra gruppi sociali. Ossia, nell'Irak di Saddam e nella Russia di Breznev, o nella Cuba di Castro, la gente avrebbe dovuto essere in piazza a far barricate da mane a sera, cosi' come nel Brasile si Lula, o no?