Titolo

Il liberismo non è di sinistra.

2 commenti (espandi tutti)

Mi correggo, si' certamente, una posizione di "sinistra" preferisce un punto a sud-ovest di R al punto P. In altre parole, le curve di indifferenza della destra sono piu' piatte di quelle della sinistra. Ma questo non cambia il discorso di A&G. Mi pare che loro dicano che siamo sul punto AG e che liberismo significa spostarsi a nord-est di esso, hence in una posizione preferita dalla sinistra ad AG.

Che poi ci si possa spostare non-distorsivamente da R a P e' un altro paio di maniche come hai giustamente sottolineato. Che ci possa essere un trade-off fra efficienza ed equita' quando siamo vicini alla frontiera e' probabile. Ma mi pare il punto sia che siamo cosi' lontani da essa che efficienza ed equita' non siano necessariamente sostituti. Che sia questo l'assunto di A&G non lo so, il libro non l'ho letto. Magari Giavazzi ci legge e puo' rispondere?

 

Sembro tanto imbecille a inserirmi in una discussione vecchia di 3 anni? Però quando Pareto chiama...

Mi pare che loro dicano che siamo sul punto AG e che liberismo significa spostarsi a nord-est di esso, hence in una posizione preferita dalla sinistra ad AG.

Il guaio è che non mi sembra sia proprio così. Se politiche liberiste comportassero un miglioramento paretiano, rispetto all'utilità degli individui (che votano) oggi, non avremmo bisogno di A&G. E nemmeno di MB: saremmo tutti d'accordo! Come giustamente indicato da MB, invece, un sacco di gente ci perderebbe. Molti non solo nel breve periodo.

Il miglioramento paretiano sarebbe possibile se i contemporanei scontassero diversamente il benessere dei loro figli, nipoti etc. Ma se non lo fanno, Pareto è nel sacco, mi pare! A meno di non imporre gusti che, evidententemente, non hanno.