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Il liberismo non è di sinistra.

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Relativamente al grado di fiducia nel primo teorema del benessere: 1. IMO ha ragione andrea quando dice che per un pensiero di destra "duro e puro" non conta quale punto lungo la frontiera sia stato raggiunto, l'importante è che i due individui abbiano avuto le medesime possibilità di raggiungerlo; l'ordinamento ha il solo compito di rendere fair la competizione; 2. non credo che essere di sinistra voglia dire preferire solo R a P; essere di sinistra vuol dire che l'ottimo paretiano non è un valore in sé. Togliere a Belusca per dare a Cipputi è un obiettivo degno anche se implica spostarsi in un punto interno alla frontiera. 3. a corollario, il grado di fiducia nell'individuo; chi è di destra ha anche un certo grado di fiducia nel fatto che gli individui badino anche al benessere dei propri simili, e non credono che sia lo Stato a dover perseguire il punto R visto che ci pensano le singole persone (esempi macroscopici: Gates e Buffet) a fare sì che l'allocazione diventi oltre che efficiente anche più equa. chi è di sinistra ha un approccio all'uomo figlio del materialismo storico; siccome la storia non è altro che la sopraffazione dell'uomo-borghese sull'uomo proletario - dimostrazione che gli uomini fanno discretamente schifo - è necessario che lo Stato si faccia carico di una riduzione del conflitto onde evitare spiacevoli guerre civili.


ripeto quanto scritto in un altro commento: rispetto alla situazione italiana attuale, poche cose non sono di sinistra, al punto che persino il liberismo lo è. per provocazione A&G scrivono che il liberismo E' di sinistra, ma sono convinto non ci credano nemmeno loro.