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Il liberismo non è di sinistra.

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in questo lungo post che mi sono letto con molto interesse noto la mancanza delle "lenzuolate" di Bersani. Nell'intento, e ripeto nell'intento, sono chiaramente liberiste! o no? Però quello che voglio argomentare non è nè l'intento nè il risultato effettivo delle liberalizzazioni. Del primo si potrebbe dire che Bersani ha una storia che non è propriamente liberale, del secondo si potrebbe dire che alla fine chi realmente ci ha rimesso (o goduto?) dalle liberalizzazioni sono veramente i panettieri e qualche taxista.

Ma voglio far presente un altro punto. Con queste lenzuolate di intento liberale, Bersani ha acquisito un tale consenso nel popolo di Sinistra che se si fosse presentato alle primarie l'esito (la vittoria di Veltroni) non sarebbe stato così certo. Cioè quello che voglio dire è che una larga parte del popolo di Sinistra si mostra più liberale dei suoi politici. E quindi, io penso, che un'analisi sul fatto se il liberismo sia di Sinistra o di Destra debba partire primaditutto dall'elettorato più che dagli eletti.

 

E poi sulla teoria economica citata vorrei aggiungere il contributo di Ronald H. Coase, il cui teorema è forse il vero discrimine tra Destra e Sinistra. Chi crede nel teorema sic et simpliciter è di Destra chi crede che è fallibile (non fallito!!! fate attenzione) è di Sinistra. O meglio, chi di Coase (1960) legge con più diletto le prime 20/30 pagine è di Destra, chi inizia dalle ultime 30 è di Sinistra.

Io penso che il mercato può fallire, in termini di efficienza (e poco mi interessa in termini di equità), ma la cui fallibilità può essere meno costosa (in termini ancora efficientistici) alla fallibilità di istituzioni più gerarchizzate. Solo un'analisi comparativa tra le istituzioni può stabilire in un certo contesto, in un certo momento e date alcune condizioni quale istituzione funziona meglio. Questa regolettà è di Destra o di Sinistra? Io penso di Sinistra

 

Circa l'opera di Giavazzi e Alesina, cito Pareto:

“gli autori non cercano quasi mai quale è la verità, ma cercano argomenti per difendere ciò che già credono la verità, e che è per loro articolo di fede […] La maggior parte degli economisti studiano ed espongono la materia loro avendo in mente di giungere ad una determinata meta […] Infiniti sono i pregiudizi e i concetti a priori dipendenti dalla religione, dalla morale, dall’amor patrio, ecc., che tolgono di ragionare scientificamente delle materie sociali”(Pareto, 1906:117-8)