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Il liberismo non è di sinistra.

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Oltre ai rilievi che fai, che condivido, ed alle osservazioni sui tragitti personali sottolineo questa tua frase

"Trovo, ad esser sincero, che sarebbe molto piu` facile far riferimento alle culture politiche piu` che allo schieramento parlamentare."

che coglie lo spirito dell'articolo.

Infine, sulle osservazioni "personali", che valgono per moltissime persone e non solo per i redattori di nFA. Esse meriterebbero una riflessione storica attenta che io non so fare.

Com'è che il "liberalismo moderno" in Italia è sia cosa recente, post anni '70, sia prodotto quasi interamente di persone che in gioventù svilupparono la loro indipendenza culturale e politica nella "sinistra" degli anni '70? Prima degli anni '70 il "liberalismo italiano" ha avuto espressione limitata a circoli intellettuali molto ristretti e socialmente super-elitari. Si', certo, ci furono Einaudi e Leoni e, prima di loro, alcuni notevoli pensatori ed economisti. Ma il loro impatto sociale fu infinitesimo, un infinitesimo ancor minore di quanto lo sia ora, che e' gia' microscopico. Ma la storia sociologica delle idee non la so fare ... :(