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Partito democratico, tornato democristiano

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L'Italia è un paese caratterizzato da una cultura non laica e non
liberale. Più a Sud che a Nord, d'accordo, ma nel complesso sono le
componenti non laiche e non liberali che prevalgono. La democrazia
italiana è l'imitazione di un prodotto estero: noi abbiamo inventato,
invece, il plebiscito.

Vista con gli occhiali della cultura liberista e democratica
anglosassone, la cultura politica italiana non può che apparire
inferiore (anzi, inferior,
come si dice appunto nella loro lingua, e non è un sinonimo). La verità
è che - se si astrae dalle esigenze di crescita economica e di
autorealizzazione degli individui, altri due concetti tipicamente
anglosassoni - i due sistemi non sono confrontabili.

Ma sto dicendo le stesse cose con parole diverse: non laico e non
liberale=cattocomunista. Ma lo è l'Italia intera, non il PD. Anche a
destra sono cattocomunisti (guardate le politiche perseguite e non i
proclami). Un paese davvero unito, nonostante i risultati elettorali.

Sono sostanzialmente d'accordo sul fatto che gli italiani sono maggioritariamente cattocomunisti, destra e sinistra unite, e la democrazia l'abbiamo importata realizzandola in forma scadente. Tuttavia e' democrazia formale, e quella che abbiamo e' probabilmente l'unica forma possibile nel breve medio termine in questo Paese, con questi cittadini, e a mio modesto parere non si puo' declassarla perche' non laica e non liberale, per quanto apprezzabili siano queste qualita'.

Fra l'altro a me sembra che storicamente le idee laiche e liberali non siamo mai sorte spontaneamente nella massa dei cittadini, piuttosto sono state idee sicuramente razionali ma anche funzionali agli interessi delle classi mercantili, che si sono diffuse a livello di massa dalle elites che le hanno supportate, anche grazie al successo materiale diffuso che hanno procurato. Attenzione che non metto in discussione la validita' delle idee stesse, ma il fatto che siano sorte spontaneamente in alcuni paesi (e non altri) in maniera spontanea.

In Italia le classi dirigenti hanno due provenienze. Una parte direi minoritaria ma importante sono le classi mercantili del Nord, che essendo complessivamente perdenti (a livello di grande industria) nel confronto internazionale hanno sempre favorito il nazionalismo (e quindi il suo collante a livello di massa, il cattocomunismo) per avere protezione e assistenza statale. Una parte maggioritaria, alimentata primariamente dal Sud ma con generosi contributi anche dal Centro-Nord sono elites non mercantili che si potrebbero definire feudali, che derivano la propria fortuna non dal mercato ma da extra-profitti garantiti da rendite di famiglia o legislazione statale. Ovviamente questa seconda componente non ha vantaggi materiali da idee laiche e liberali ma al contrario dipende dallo Stato, per cui promuove ancor di piu' della Confindustria nell'ordine lo Stato, il nazionalismo e di conseguenza il suo collante a livello di massa, le idee cattocomuniste.

Per concludere: non vedo come idee laiche e liberali possano sorgere dal basso spontaneamente, e le elites che ci troviamo a disposizione sono perdenti, stataliste e regressive, per questo non hanno promosso e non promuoveranno queste idee. Forse l'unico elemento su cui puo' contare l'Italia e' l'inefficienza e la conseguente limitazione dell'attivita' statale, che riduce i danni che deriverebbero dall'integrale applicazione delle idee cattocomuniste.

Purtroppo lo Stato italiano e' troppo efficiente, visto che riesce a intermediare oltre il 50% del PIL come ci dice ora l'ISTAT. Sicuramente intermediava una quota minore del PIL dal dopoguerra fino agli anni '80 quando la crescita economica superava USA e UK, non certo per merito dello Stato e della sua efficienza nell'applicare l'ideologia cattocomunista di massa, ma grazie alla sua inefficienza.

Temo tu abbia ragione.

Aggiungo solo che anche la restante parte delle elite mercantili del nord è per lo più legata ad ideologie illiberali (cattolica, comunista o leghista), credo più per convinzione che per convenienza.Restano per me il gruppo sociale più sano che abbiamo.