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Renato Soru for President

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Non direi, in entrambi i casi i candidati hanno bisogno di altro per funzionare; nel caso di Lippi di un'ottima squadra (per me non c'e' paragone almeno con la squadra che ricordo bene, quella del 1982, che ha vinto dal 1978 al 1986 solo le 7-8 partite del mundial di fila, e tra l'altro in odore di scandalo-carnetina, non riuscendo a qualificarsi per il successivo europeo; secondo me, cio' che dici e' il classico effetto prospettico per cui cio' che e' passato e' sempre piu' bello, tipico tra l'altro dei sinistrorsi, noi di dx. di solito si guarda al futuro...).

Nel caso di Blair, per funzionare  ha bisogno...della Thatcher, ma, ahime', Berlusconi non lo e' stato abbastanza thatcheriano.

In realta', quello che dico di Blair pone un problema di non poco conto: io non credo che un politico di sinistra sia in grado di introdurre mercato laddove mercato non c'e'. Non si e' mai verificato storicamente. Al piu' quello che puo' accadere e' di avere un politico di sinistra che va al potere e che rende un po' piu' presentabile ai "compagni" le riforme fatte da altri prima di lui, ovviamente di destra.

Se questo e' vero (non mi vengono controesempi, a meno che non vogliate considerare Craxi e Gonzales di sinistra, ma cmq. il problema non si pone, perche' i sinistrorsi spagnoli e italiani, da volpi astute quali sono (?!?), rinnegano la tradizione del socialismo riformista), significa che non dobbiamo trovare il capo del PD per avere mkt. in Italia, dobbiamo trovare la Thatcher.

Che esiste peraltro, a parer mio: Letizia MORATTI for PRESIDENT!   

"cio' che e' passato e' sempre piu' bello, tipico tra l'altro dei sinistrorsi, noi di dx. di solito si guarda al futuro..."

Davvero? Mi era sempre sembrato che, secondo definizioni comunemente accettate, i Conservatori (per definizione volti a conservare il passato - la Thatcher e' caso a se') fossero di destra e i Socialisti (quelli del sol dell'avvenire etc.) di sinistra.

Ma si parla un po' per battute e luoghi comuni. Se qualcosa di interessante c'e' in cio' che dici, e' il fatto che cio' che viene fatto per passare per moderno, per scientifico, cioe' la societa' di mercato, dei diritti di proprieta', della meritocrazia etc., e' cosa vecchia, vecchissima. Forse ottocentesca piu' che del Novecento. In questo senso credere in quella societa' significa tornare indietro. Ora, pero' definire conservatori coloro che in quei valori credono, non ha alcun senso. A partire dagli anni Trenta, infatti, la societa' di massa e la socialdemocrazia hanno cancellato questi valori. Per cui i conservatori sono i socialdemocratici e i rivoluzionari sono i liberali.

Poi, ovviamente, ci sono quelli che pensano che il libero mkt. sia nato grazie alla microeconomia (l'uovo e la gallina, hai presente?) e che ci vogliono far credere che e' di sinistra perche' in concorrenza i profitti tendono a zero. Ma questa e' un'altra storia...che si commenta da se'.