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Un volgare despota medievale

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Il ministro degli esteri non e' un despota (en passant la differenza rilevante con V.I.U. detto Lenin, e' appunto che non ha nessuna possibilita' di metter in prigione o in manicomio il personale della stampa.)

Piu' seriamente le osservazioni sui sussidi ai giornali indicano semmai una classe politica ai bordi della crisi di nervi. Essi si ritrovano incapaci di spiegare quel che fanno, quando lo fanno, e piu' spesso che mai di indicare, fosse anche vagamente le ragioni di quel che non fanno, dopo averlo annunciato tra trombette e mortaretti.

Tre esempi:

1. l'abolizione delle provincie venne annunciata da Ugo La Malfa (prego, non Giorgio La Malfa.) Perche' non vengo eliminate?

2. La Rai va privatizzata (non si e' ancora visto chi ha giustificato il fatto assai rude che le Signore e Signori del CdA hanno dichiarato di aver prodotto un "buco" deficit di 40 milioni di Euros. Lo recuperano dichiarano, "col canone", il quale e' illegale, come da referendum etc. La somma e' equivalente a rubare ad ogni persona in Italia un caffe'. Lascio ai miei colelghi e amici econometrici dirmi dove sbaglio il conto. Perche'?

3. I due personaggi che si sono dimessi (per ragioni legate alla non-negoziabile, di natura morale, etc. opposizione alle politiche militari del governo di sinistra), non si sono dimessi affatto. Ambedue sono parlamentari. Dopo aver fatto tanto baccano (esibizione del tesserino parlamentare lasciato sul banco, interviste sulla assoluta impossibilita' di sedere asseme e nella stessa maggioranza che manda i carri armati a Kabul, etc.) .... tanto tuono' che *non* piovve. Qualcuno ha mai preso la pena di spiegare, ad esempio, ai propri elettori, il motivo?

La situazione e' triste e non dipende, mi sembra, da particolari difetti di carattere. Mancano incentivi ai politici per comportarsi da persone oneste.

 

Una delle modeste idee del sottoscritto e' semplicemente diminurne il numero, il che da solo aumenta la competizione. Il tutto assume che le cittadine e i cittadini sappiano meglio selezionare che gli organismi dei vari partiti, composti da quarantenni, ultra quarantenni, und so weiter.

 

 

Sarebbe interessante vedere che impatto abbia, come suggerisce Michel Boldrin, la formazione "scolastica" dei politici sulla loro condotta politica. E ho dubbi che si possa tirare un qualche dato interessante: e' avvocato Nelson Mandela e Cesare Previti, ingegnere Bordiga e perito elettronico Bertinotti.

Esiste, domanda seria, una formazione al nulla (cioe' al tutto) inclusivo di come rispondere alle ovvie emergenze della Campania sommersa dalla spazzatura, a decidere se l'Italia vuol esser una Norvegia della virtu' o una piccola porta-aerei degli Usa nel Mediterraneo, come certo, a come scrivere le leggi fiscali o elettorali.

 

Che gli autori del "porcellum" (termine loro) non abbiano letto Gibbard mi irrita, ma non so davvero se farglielo leggere, cambi molti i dati del problema.

 

Una delle --sagge-- osservazioni di Nozick (negli "indovinelli socratici" qui citati da Michelangeli, non so perche', dal webpage di Cato institute) e' che noi --in maggioranza universitari, tendiamo a vedere il mondo in termini universitari. Uno degli effetti, sani all'universita', forse irrilevanti altrove, e' che pensiamo --io per primo- che spiegare quel che la scienza mostra aiuti la gente a vederci chiaro.

Stiamo attenti, io e tutti noi, a non farci abbagliare dall'illusione perspettica prodotta dall'avorio (materiale della famose torre.) Mi scuso e vado a insegnare.