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La spazzatura cresce ...

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La ripresa economica italiana del 2006-2007, frutto della grande opera di risanamento macroeconomico e fiscale compiuta dal Governo Prodi risulta essere attribuibile, per una frazione tra 1/5 ed 1/3, alla ripresa della produzione e delle vendite della FIAT, leggiamo qui. A dire, del +1.9% di crescita del PIL acquisita durante il 2006, qualcosa come il 0.4-0.6% e' dovuto al riaggiustamento dell'azienda di Torino, condotto da Marchione senza (per una volta) contributi statali.

Ora qualche anima bella ci spieghera' che il risanamento FIAT e' il naturale frutto delle bellicose dichiarazioni di lotta all'evasione e dell'aumento dell'imposizione effettuati da questo governo. Altre anime - forse non piu' belle ma certamente piu' keynesianamente sofisticate - diranno si tratta dell'effetto (anticipato) sulla domanda di utilitarie delle elargizioni dei proventi fiscali alle classi meno abbienti, composte, come tutti sappiamo, di dipendenti pubblici, pensionati vari, e le ubique e misteriose "famiglie", a cui i nostri eroi voglio donare i 2/3 della refurtiva, pardon tesoretto.

Senza nulla togliere al lavoro di Marchionne, quando il grosso del lavoro era fatto qualche aiuto la Fiat l'ha avuto.

Tra l'altro non trovo link ma ricordo vagamente delle polemiche su incentivi calibrati sui dati di emissione delle ultime fiat che escludevano il grosso dei concorrenti.Credo che la versione definitiva del provvedimento sia più democratica.

Oggi è il giorno che spargo dubbi sugli articoli di giornale che Michele cita. L'ho visto anch'io l'articolo del Corriere. In realtà, da quel che si evince dall'articolo, il contributo diretto dell'incremento del valore aggiunto FIAT all'incremento del PIL è meno dell'8% (2 su 25). Al mirabolante 30% si arriva, secondo il Centro Einaudi, 'tenendo conto dell'indotto'. Di nuovo, magari è uno studio serio ma finché non vedo meglio la metodologia faccio molta fatica a crederci.

Dal sito del Centro Einaudi si legge

Il Centro di Ricerca e Documentazione "Luigi Einaudi" si è costituito a
Torino nel 1963 come libera associazione di imprenditori e
intellettuali, grazie all’iniziativa e all’impegno di un imprenditore,
Fulvio Guerrini, che ricoprì la carica di Segretario Generale fino alla
sua scomparsa nel 1979.

Il Centro è un’associazione privata senza fini di lucro; l’attività,
coordinata dal Comitato degli Studi, è finanziata attraverso il
contributo dei soci, riuniti nel Comitato dei Programmi (ne fanno parte
aziende, associazioni industriali, istituti bancari), e i proventi
delle ricerche svolte su committenza e della vendita di pubblicazioni.

Ora, tra i 'contributi dei soci', ci sarà mica un contributino FIAT? E questa 'ricerca svolta su committenza' da chi esattamente è stata commissionata? Magari sono troppo sospettoso ma questo suona un po' troppo come una marchetta.

E per concludere, la fretta del Corriere nel pubblicare la notizia è un po' sospetta. Proprio non c'entra nulla il fatto che la FIAT possieda il 10% di RCS? Di nuovo, magari sono troppo sospettoso ma nei media italiani ogni sospetto è lecito.

Ed anche stavolta, credo, cogli nel segno Sandro. Faccio ammenda, mai fidarsi della stampa italiana quando si parla di cose serie. Una volta ero piu' attento, ora dopo un anno di nFA mi sto rilassando e credo a quello che scrivono i giornalisti economici italiani ed i centri studi gestiti privatamente da accademici italiani con scarse pubblicazioni. Considerate il commento anteriore una boutade antigovernativa, e basta.

Per quanto riguarda gli altri dati che chiedi, credo che la persona giusta da contattare sia Renato Mannheimer, che probabilmente li ha. Non so se ci legge regolarmente, ma qualche volta so che lo fa ... magari gieli si puo' chiedere privatamente e farci una riflessione sopra anche in vista di Firenze?