Titolo

La spazzatura cresce ...

4 commenti (espandi tutti)

Manca solo un "signora mia!" alla fine che incameri tutta la tua indignazione e poi il post sarebbe perfetto. 

la discussione con me sarà stucchevole e umiliante quanto ti pare ma il tuo comportamento sembra quello del ragazzino che si riporta a casa il pallone quando non riesce a segnare..

ho provato a trasmetterti il mio punto di vista e a dimostrarti:

1) quali erano le ipotesi che avresti dovuto fare per avere una crescita a 1.2% nel 2007 e tu su queste hai glissato con molta signorilità;

2) che forse le attuali maggiori entrate vanno oltre quello che ci si aspetterebbe dal ciclo ora che l'effetto delle una tantum è svanito.

Tu citi i "fatti"..nei tuoi interventi, purtroppo, ne ho visti ben pochi.

Buon week end,

Marco

ps: non mi sembra di essere anonimo. Mi chiamo Marco. Ci vuole per caso la carta di identità, indirizzo e numero di telefono per replicare agli interventi di questo blog?

"Marco" e' il nome maschile piu' diffuso in Italia per persone della nostra generazione. Direi che usare questo appellativo corrisponda effettivamente ad anonimato.

Non e' necessario rivelare le proprie generalita' per postare, ma e' preferibile. Anche se non e' obbligatorio, ci piacerebbe fosse la norma su nFA, per una serie di ragioni che sono ovvie: per essere sicuri che chi scrive si prenda responsabilita' di quanto dice, per dare un maggiore incentivo ad argomentare logicamente documentando quando necessario i fatti (con l'anonimato non c'e' nessun costo di scrivere fregnacce), per aiutare a comunicare piu' efficacemente usando un linguaggio consono alle caratteristiche dell'interlocutore, etc...

Detto questo, non e' una regola per i commentatori. In alcuni rari casi (ne ricordo ora solo uno) abbiamo concesso l'anonimato ad autori di articoli, per motivi precisi e circostanziati.

Sull'anonimato

pietro X 23/2/2008 - 20:05

seguendo i link forniti da boldrin (vedi confronto recente boldrin vs marco) ho notato questo post di andrea moro

Non e' necessario rivelare le proprie generalita' per postare, ma e'
preferibile. Anche se non e' obbligatorio, ci piacerebbe fosse la norma
su nFA, per una serie di ragioni che sono ovvie: per essere sicuri che
chi scrive si prenda responsabilita' di quanto dice, per dare un
maggiore incentivo ad argomentare logicamente documentando quando
necessario i fatti (con l'anonimato non c'e' nessun costo di scrivere
fregnacce), per aiutare a comunicare piu' efficacemente usando un
linguaggio consono alle caratteristiche dell'interlocutore, etc...

Detto questo, non e' una regola per i commentatori. In alcuni rari
casi (ne ricordo ora solo uno) abbiamo concesso l'anonimato ad autori
di articoli, per motivi precisi e circostanziati.

 

e tutto il dibattito che ne era seguito allora. siccome la questione dell'anonimato viene riproposta spesso, perche' non fate una regola precisa per i commentatori? "marco" vi suggeriva di ignorare i commenti di chi e' anonimo. questo equivale a escludere il commentatore (allora tanto vale bloccarlo del tutto). non mi sembra giusto in generale usare l'argomento dell'anonimato contro il commentatore. a volte uno e' costretto per ragioni professionali et simili all'anonimato. deve partire svantaggiato nella dialettica? deve essere escluso (spero di no)?

secondo me una regola esplicita serve.  poi... il blog  e' vostro e la linea editoriale la decidete giustamente voi.  potete anche ignorare questo commento:  in fondo sono anonimo anche io.

scusate per questo commento fuori tempo. 

 

Non so bene perche' rispondo. Dev'essere perche' ho tempo da buttar via in discussioni infruttuose.

Non solo ignori bellamente di aver appena preso una cantonata sulla dinamica delle entrate fiscali dell'anno scorso (che intanto, dici tu, non importa), non solo i dati che hai appena messo ri-contraddicono le tue affermazioni (ed anche qui svicoli tutto a mancina) ma aggiungi

ho provato a trasmetterti il mio punto di vista e a dimostrarti:

1) quali erano le ipotesi che avresti dovuto fare per avere una
crescita a 1.2% nel 2007 e tu su queste hai glissato con molta
signorilità;

Ti hanno spiegato in tre o quattro come si calcolano i tassi di crescita in maniera appropriata dato l'oggetto del contendere, ma fai finta di non aver capito. Comunque la questione NON e' come si riportano i tassi di crescita in questa o quella tabella, ma quali tassi di crescita sono rilevanti per la questione che io stavo discutendo. Meglio, la questione e': come si calcola la crescita che avviene DURANTE un anno solare?

Io ho affermato che la grande ripresa italiana annunciata e sbandierata da Prodi&Co come EFFETTO delle loro politiche si e' gia' spompata e che durante il 2007 probabilmente si ridurra' a molto poco per sparire nel 2008. La questione e': visto che la (supposta) CAUSA della crescita nel 2007 sono le politiche attuate a partire da giugno 2006, e visto che vivo ancora sotto l'apparentemente folle ipotesi che l'effetto debba seguire temporalmente la propria causa, mi interessa vedere se DURANTE l'anno 2007 il reddito medio degli italiani continuera' a crescere. La domanda non ti interessa? Va bene, non te ne occupare che stiamo bene lo stesso. Ma evita di farci perdere tempo stravolgendola.

La mia affermazione e' dunque che il valore del reddito medio italiano al 31/12/2007 sara' uguale a circa 1.012 volte quello che era il 31/12/2006. Ora, crescita o aumento del reddito durante l'istante t vuol dire che, se y(t) e' il reddito al tempo t, dy(t)/dt >0. La crescita totale in un intervallo di tempo [0,T] e' l'integrale di dy(t)/dt per una misura di Lebesgue di t con supporto [0,T]. Se tale periodo di tempo viene diviso in 4 intervalli di uguale lunghezza, che chiameremo trimestri, durante ognuo dei quali il tasso di crescita e' g(i), per i=1,2,3,4, avremo che il tasso di crescita durante l'intero periodo [0,T] e' (approssimativamente) la somma g(1)+g(2)+g(3)+g(4) (approssimativamente, perche' occorre moltiplicare eccetera, ma mi sto stancando). Fino ad ora abbiamo avuto g(1) = 0.2 %. La mia ipotesi e' dunque che g(2)+g(3)+g(4) sara', pressapoco, un 1%. FINE

2) che forse le attuali maggiori entrate vanno oltre quello che ci
si aspetterebbe dal ciclo ora che l'effetto delle una tantum è svanito.

Questa dimostrazione non l'ho vista, ed il bollettino che citi prova
l'opposto. L'hai letto o solo scaricato?

Quale sarebbe la "DIMOSTRAZIONE" e dove e' stata fornita? Sospetto tu consideri "dimostrazione" un paio di frasi imprecise che hai messo nei tuoi commenti. Consideriamole allora.

Cosa vuol dire che l'effetto delle una tantum e' svanito? Quando un contribuente precedentemente sommerso emerge, non solo paga l'una tantum al momento dell'emersione, ma poi paga le tasse in tutti i periodi seguenti, o mi sbaglio? Quanto gettito aggiuntivo crea QUESTO fatto, a reddito nazionale costante? Prova a fare il calcoletto.

In secondo luogo, le imposte sul reddito italiane (e non solo, ma soprattutto) son progressive, e sostanzialmente tali. Quindi al crescere del reddito cio' che conta e' l'elasticita' marginale, non quella media: quest'ultima sottostima ampiamente l'elasticita' che conta! Prova a fare anche questo calcoletto.

Poi, quando hai fatto entrambi i calcoletti e li hai confrontati con i dati del bollettino che hai indicato due commenti fa, facci sapere i risultati.

TUTTO questo l'ho detto e l'ho ridetto. Confermo: e' frustrante ed umiliante discutere con uno che ciurla per il manico, fa finta di non leggere quanto si scrive, omette di riconoscere i suoi stessi numeri, fa persino dell'ironia e poi non ha nemmeno il coraggio di dire chi e'. Fine, davvero.