Titolo

I furibondi lettori de 'L'Unità'.

2 commenti (espandi tutti)

I furibondi lettori dell'Unita' sono evidentemente parte di una pubblica opinione esasperata, ma altamente confusa e completamente impotente. Prona, proprio a causa della propria impotenza e confusione, a reazioni isteriche e volatili: ordineperdio un giorno e vogliamotutto quello dopo, sontuttiladri la mattina e guaisetocchiimieiprivilegi la sera. Un vuoto intellettuale, civile e morale che porta gli italiani a porre la propria residua "fiducia" in soluzioni magiche ed in simboli vuoti dell'ordine e della decenza: polizia, presidente della repubblica, magistratura, chiesa cattolica ... Simboli, appunto, perche' le istituzioni e gli uomini che le compongono sono parte integrante del marcio regime che la casta infame alimenta, regge e governa.

Manca tragicamente qualsiasi direzione politica altra che quella fornita (si fa per dire) dalla casta maledetta,; e' assente qualsiasi segnale della societa' civile che essa possa produrre dal proprio interno gli anticorpi necessari non tanto alla guarigione ma alla sopravvivenza. Chi esce dalla casta o la critica frontalmente finisce dimenticato, isolato, irriso, emarginato ... o vi ritorna al piu' presto. Perche' in Italia la casta e' tutto, ed il contrario di tutto, e' Fini e Bertinotti, la Mussolini e Caruso, Guzzanti e Diliberto, Berlusconi e Prodi, e' il Billionaire ed il Vaticano, la CGIL ed il Fronte della Gioventu', la Confartigianato ed i Disoccupati Organizzati, le puttane ed i loro clienti piu' fedeli. Nemici di fronte alle telecamere e nell'avanspettacolo della politica recitata per i gonzi elettori paria, complici ed amiconi nell'esproprio diario dei 50 milioni di vessati paria che a tale infame casta non appartengono e delle cui croste non si cibano.

Fa tristezza pensare che un personaggio come Montezemolo, cresciuto ed accresciuto all'ombra di tale casta ed in totale connubio con la stessa, cerchi di acquisire ulteriore ed immotivato potere per se stesso e la propria combriccola trasformandosi in tribuno del popolo. E nell'eterno gioco delle parti (si ritroveranno presto a Palazzo Chigi per spartirsi un altro quarto di manzo tagliato di fresco dal corpo degli anonimi paria) ha buon gioco il signor Prodi a commentare che lui sulle accuse di Montezemolo non commenta, e financo il reo di associazione mafiosa e senatore a vita Andreotti Giulio ad invitare il suddetto a lasciare che a pontificare siano i vescovi. Nel gioco delle parti del teatrino politico i vescovi - personaggi chiave della commedia nazionale: non mancano a nessuna cerimonia della casta - hanno il ruolo di pontificare, Andreotti di tessere, Montezemolo di contrattare e ringraziare: s'attenga al suo ruolo. Per incredibile che sia e' ragionevole che cosi' sia, data la natura del sistema che la casta governa. Quale legittimita' ha un signore che ancora si sta ripulendo la bocca dall'ultimo pasto consumato in notturne trattative su cunei fiscali e sussidi alle imprese, di gridare scandalizzato per i costi della politica? Come puo' stracciarsi le vesti per i costi della politica costui che presiede l'azienda privata piu' sussidiata e parassitica d'Italia? In nome di quale coerenza, di quale progetto politico o economico parla Montezemolo? Come fa a non capire che, se fosse davvero il Gracco che pretende essere, il gesto migliore sarebbe dimettersi, e lasciare la mano ad altri, non rei di passati ed incontabili connubi con la casta, se tali altri esistono nella sua organizzazione? Quanto vale per Montezemolo vale, ovviamente, per molteplici altri soloni che predicano a vanvera da simili pulpiti.

E' cosi' patetica la situazione, che a leggere reports come questo, su El Pais di oggi, nemmeno mi sorprendo o rattristo, mi sembrano normali. Con tanta commiserazione guardano oramai all'Italia dall'estero che ci ho fatto il callo, ed un callo ancor piu' sostanziale sembrano averci fatto i compatrioti che votano per la casta pur dichiarando di provarne infinito disprezzo. Evidentemente a loro piace cosi', tanto poi si sfogano scrivendo furiose lettere al giornale del partito ... che continuano a comprare e finanziare. Allegria!

 

E' cosi' patetica la situazione, che a leggere reports come questo, su El Pais di oggi, nemmeno mi sorprendo o rattristo, mi sembrano normali.

In realta' bisognerebbe rallegrarsene: almeno i nostri connazionali si rendono conto del problema, anche se non sembrano capaci di far nulla per risolverlo.

A proposito: ma perche' mai chiesa cattolica, sindacati, organizzazioni impreditoriali e partiti politici sono inclusi nella lista delle istituzioni dello stato su cui Repubblica ha basato il sondaggio riportato da El Pais? Non si tratta piuttosto di associazioni di privati cittadini? (Il che ovviamente implicherebbe che non dovrebbero ricevere denaro pubblico, ma questo e' un discorso piu' vasto).