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Come ricapitalizzare Ferrovie e Alitalia

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Temo che la CGIL (e la CISL e la UIL) s'incazzerebbero anche cosi'. Non ho tempo per andarle a cercare, ma ricordo per certo battaglie sindacali lunghissime e recenti contro l'aumento di biglietti e tariffe d'ogni tipo, incluse quelle dei treni.

Inoltre, occorrerebbe pulirli quei treni e farli funzionare decentemente e farli arrivare in orario, per giustificare le tariffe piu' alte. Se nessuno prende il treno comunque, persino ora con i prezzi bassissimi che ha, una qualche ragione deve esserci, e temo sia (anzi: son certo che e') la qualita' subumana del servizio che si riceve. Le storie sono cosi' infinite e cosi' imbarazzanti che non e' il caso di ripeterle. L'Acela e' piu' brutto e lento del Pendolino (mica tanto) ma arriva in orario piu' frequentemente, e' pulito dentro, ed il personale e' cortese. Non e' lo Shinkanse, ma e' gia' qualcosa.

Sui prezzi poi, davvero non credo sia necessario triplicare le tariffe. In Aprile, quando scrissi il pezzo sui treni giapponesi, confrontai le loro tariffe di prima classe con quelle italiane. Se ben ricordo la differenza era minima, forse il 10%. Credo, anzi son certo, che sia, prima di e sopra tutto, un problema di management e di come lavorano (poco e male) i dipendenti delle Ferrovie. Ne' l'aumento delle tariffe per se, ne' ulteriori soldi per investimenti serviranno a nulla finche' l'azienda rimane di proprieta' dello stato, amministrata da boiardi romani, e gestita di fatto dai sindacati che fanno il bello ed il cattivo tempo. Mi dispiace, ma il commercialista di Sondrio questa volta non c'entra proprio. Il disastro delle Ferrovie italiane e' un prodotto della sinistra politica, "boiardale" e sindacale, smettiamola di dire cose motivate ideologicamente, per favore.

Per avere in Italia dei treni che funzionino, sara' necessario far incazzare alquanto CGIL-CISL-UIL ... finche' i sindacati hanno qualche potere in Trenitalia, i treni non funzioneranno mai.

Dal Corriere di oggi:

NO ALL'AUMENTO DELLE TARIFFE
- Nel corso dell'esame del decreto fiscale è stato bocciato con una
larghissima maggioranza un ordine del giorno presentato da Eufemi (Udc)
ed altri della Cdl sulle Ferrovie dello Stato: impegnava il governo a
ridurre gli sprechi e «a rivedere il quadro tariffario al fine di non
pregiudicare gli investimenti programmati». I voti favorevoli sono
stati 99, quelli contrari 206: una parte della Lega e di An ha votato,
infatti, con l'Unione.