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Freak[Freak(Freakonomics)]

2 commenti (espandi tutti)

Ammazzate lo speed, mario! Non avevo neanche fatto tempo a finire il mio commento che gia' c'era il tuo!

Dunque, a difesa di Ariel (ammetto il bias: non solo e' amico mio, ma tendo ad agree con lui).

Non credo ci sia proprio nulla di personale, non son neanche certo che si conoscano (io stesso conosco Levitt solo di straforo, devo averci parlato una volta). E nessuna invidia di sicuro, sia per come e' fatto AR, sia perche' dato il suo "status" ed i soldi che potrebbe fare a palate usandolo, credo proprio che l'issue non ci sia. 

Non mi sembra che il suo punto sia nominalistico (i.e. questa non e' economics, ma e' "x") ma il rovescio. Il suo punto e' che molte delle cose che uno trova "spiegate scientificamente" in FK (abbreviazione per il libro) non sono ne' spiegate scientificamente, ne' richiedono economics or any other science per essere capite (solo buon senso, mi sembra suggerire AR), ne' sono chiaramente delle "cose" (ossia, dei facts) ...

Ariel se la sta prendendo da un tot di tempo con una certa tendenza sempre piu' diffusa a cercare l'attenzione dei media con risultati apparentemente sexy ed eclatanti che hanno dietro molta poca scienza ed anche poca sostanza. Devo dire che condivido alquanto alquanto, aldila' dell'esempio specifico. La tendenza a scrivere cose "shocking" (e false, secondo il metodo della scienza) perche' il NYTimes, o l'Economist, o addirittura l'Espresso, ti menzioni e ti trasformi in un geniale enfant terrible,  sembra a lui, ed anche a me, sempre piu' diffusa in un certo giro ...

Enough, altrimenti occupo troppo spazio. Avanti con i commenti, questa si preannuncia sugosa: il suggerimento di Luigi sembra essere ben azzeccato.

Fuochi intellettuali d'artificio di fine estate su NfA, et voila'!

 

Ammetto un bias anche io: sono stato studente di Levitt, il quale e' stato chair del thesis committee della mia quasi-moglie.

Confesso anche di non avere letto FK se non a spizzichi e bocconi; non l'ho letto perche' ho l'impressione che si tratti di una collezione di bigini romanzati di una serie di pubblicazioni di Levitt, e non vedo perche' leggere il reader's digest quando posso, se mi interessa, andare a leggere direttamente i "romanzi". 

Conosco, pertanto, piu' il Levitt insegnante e thesis advisor (per interposta persona) che il Levitt romanziere; e il Levitt che conosco io e' senza dubbio astuto ma non e' - o per lo meno non insegna ad essere - disonesti intellettualmente, per esempio fermandosi alla specificazione che ci da' il risultato sperato e non indagando oltre.

Tutto qua, per adesso, piu' tardi i commenti sugli altri spunti che offri, altrimenti il commento diventa troppo lungo.

PS: speriamo nessuno chiami il 115 vedendo la lava e i lapilli estivi venir su da noisefromamerika...