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Il perché della scuola: il classico e oltre

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Faccio i complimenti per l'ottimo articolo. 

Sono però in parte d'accordo con pippo: la scuola pubblica nasce per formare cittadini. In parte perchè lo scopo di base della scuola pubblica obbligatoria non è il miglioramento ma avere cittadini "funzionali": leggere, scrivere e far di conto come minima base per partecipare alla vita dello Stato.  In questo senso si dovrebbe insegnare anche la storia, per indicare il modo in cui lo Stato stesso si è formato e perché. Allo stesso modo si dovrebbe insegnare l'educazione fisica come "fai questo per questo motivo", ad esempio che conviene sempre fare riscaldamento prima di un incontro, che servirebbe comunque a lavorare in squadra.

Per migliorare lo Stato esistono altri livelli scolastici, come la scuola superiore e l'università. Sono pubbliche spesso anche queste, ma non obbligatorie e differenziate secondo gli interessi (in teoria) dello studente.

Il problema dei diversi  obiettivi che si danno alla scuola è probabilmente dovuto a una stratificazione di interessi da parti diverse.  Come esempio: è ovvio che insegnare coerentemente significa che lo stuedente deve andare a scuola regolarmente ed essere valutato, ma questo significa anche fare da babysitter per un certo periodo e fino a una certa età. 

Sul fatto di materie utili e non utili, io sinceramente non capisco il discorso di insegnamento indiretto: se ad esempio studiare il latino imparasse a ragionare logicamente, significa comunque aggiungere uno strato oltre la logica. Non tutti sarebbero in grado di capirlo, o forsenon gli piacerebbe. A qualcuno forse piacerebbe, ma non dal punto di vista logico. A questo punto perché non insegnare direttamente la logica? Certo la logica è materia più formale, ma si possono fare esempi diretti e immediati, e stimolare comunque il cervello. 

 Potrebbe aver senso, se le risorse fossero di più, fornire classi ulteriori a prezzo più basso possibile per gli interessi dei singoli nel tempo fuori dalle materie di base. Ma questo è un mio pensiero minimo da esterno all'argomento.

La mia riposta non può che essere uguale a quella data al sig. Pippo: questa che dice è solo una delle possibili idee di scuola. Cosa facciamo con le famiglie che ne hanno una totalmente diversa?

(La discussione su quale singola materia sia più utile alla formazione del fanciullo, pur se  appassionante, è in realtà priva di vincitori: ognuno mette le materie che preferisce, ma nessun compromesso può essere raggiunto).

Anche io credo che la discussione sulle materie sia sterlie, mi chiedo solo come mai si pensi sempre al "latino che apre le menti e ti insegna la logica" e invece non alla logica direttamente.
Per quanto riguarda quelli che hanno una idea di scuola diversa, direi che vanno fissati degli standard minimi. Posto che uno sappia leggere, scrivere e far di conto, da verificare se in maniera sufficiente per certe funzionalità minime da cittadino, poi ci possono essere tutte le scuole che si vogliono.