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Il perché della scuola: il classico e oltre

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Quello che scrive sul fatto che il bambino non è autosufficiente e va accompagnato alla vita adulta lo condivido appieno, e, pensi un po', volevo iniziare proprio così l'articolo, ma poi ho tagliato per non essere troppo prolisso. Però su una cosa non siamo d'accordo: tutto questo porta alla necessità dell'istruzione, non della scuola. Infatti, la scuola è un fenomeno culturale recente, mentre l'istruzione è un fenomeno, praticamente, biologico. La scuola è il risultato della decisione, presa dallo Stato, di accompagnare tutti i bambini all'età adulta allo stesso modo (con piccole variazioni, ok). E qui nasce l'inghippo: quando si decide per gli altri, si generano mostri.

Esatto

Guido Cacciari 19/9/2019 - 12:52

Concordo ancora. Ma parzialmente. Perché l'inghippo che cita, cioè "quando si decide per gli altri" sussiste finché lo si permette.

Lo Stato Italiano lo ha permesso e preteso quando ha inserito in Costituzione il "diritto all'insegnamento" (?) e successivamente abolito il reato di plagio (veramente! Prima c'era, sin dal Diritto Romano, e la graziosa Repubblica lo ha abolito!).

In questo modo, alla stregua di un demagogo qualunque, l'insegnante ed il libro di testo possono spacciare opinioni per dati di fatto.

Questa è la semplice chiave per non decidere per gli altri. Presentargli i fatti, presentargli anche le opinioni, nel modo più vasto possibile, ma indicare chiaramente la separazione tra questi due generi di informazione. Perché lo studente è l'elemento debole del rapporto, e se l'insegnante impone come insegnamento giudizi morali (questo è buono, questo no) lui ci crederà per tutta la vita.

Però, non capisco la diferenza tra "istruzione" e "scuola". Ritengo che la scuola debba garantire a tutti le istruzioni atte a vivere nella società (che sono ovviamente vaste ad libitum, poiché la "capacità di comunicare" comprende tutto ciò che si intende per "cultura" ), ed è giusto che le fornisca a tutti in modo uniforme. Se però lasciasse all'individuo la decisione di che farne! Ognuno, cioè, dovrebbe poter abbracciare "l'opinione" che preferisce, o formersene di sue. E utilizzare le informazioni apprese oppure no.

Al contrario, l'opinione diffusa (e realtà attuale) che la scuola dell'obbligo debba "selezionare" i cittadini, è amorale, è un sopruso. Per non parlare delle borse di Studio assegnate secondo votazioni completamente falsate tra una scuola e l'altra. Un 6 al Nord equivale ad un 10 al Sud, dove sanno sfruttare le perversità dello Stato. Altre assegnate ai soli dipendenti pubblici con i soldi di tutti. Lo Stato del sopruso.

Follia. La scuola dell'obbligo deve solo insegnare il necessario. Alla propria vita ci pensa l'individuo stesso. Seleziona tuo nonno, professore!