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Il perché della scuola: il classico e oltre

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Il suo commento, sig. Pippo, è un esempio palese di quello che intendo quando descrivo il dibattito sulla scuola. Cito due affermazioni che fa:

la scuola deve formare i cittadini al fine di migliorare lo Stato

rendere i programmi "al passo con i tempi" e' operazione alquanto difficile , e spesso non efficace

Queste affermazioni — non ha nessuna importanza se io le condivida o meno — rappresentano UN possibile punto di vista. L'assicuro che conosco di persona alcuni genitori e alcuni professori che si opporrebbero strenuamente a entrambe queste affermazioni, con ottimi argomenti. Ad esempio: al genitore X può non interessare minimamente che i propri figli migliorino lo Stato. Al genitore Y può sembrare che per migliorare lo Stato bisogna studiare più greco e meno inglese. Al genitore Z può sembrare che, allo stesso scopo, serva insegnare più religione cattolica e meno educazione civica.

Idem per matematica e fisica: cosa di esse vada insegnato, e come insegnarlo, è un dibattito sempre aperto.

La cosa che volevo dire è che non sia possibile alcun compromesso tra visioni così diverse e contrapposte dello stesso servizio.

la sua posizione : i genitori non hanno alcun diritto sull'educazione dei figli ... sono benvenuti a prendere parte al processo decisionale ... ma i minori da educare sono cittadini , e come tali sottostanno alla legge dello stato che decide deliberatamente come dove e quanto educarli ... tanto che la scula cui facevo riferimento era quella pubblica e obbligatoria ... condivido pienamente la posizione sulla matematica ... materia inutile quando spinta oltre la conscenza delle operazioni elementari

invece l'educazione è il compito principale dei genitori, della famiglia.
Qui si confonde educazione (educĕre «trarre fuori, allevare») con insegnare: insĭgnare, propr. «imprimere segni (nella mente)», differenza che conosco pur non avendo fatto il classico ;-) 

oltre l'etimologia

pippo 25/9/2019 - 13:13

il discorso non verteva certo sull'etimo delle parole ... quanto piu' su di un fatto storico : supponga di essere napoleone ... e di voler conquistare l'europa , per farlo le servono ingegneri per costruire ponti , soldati con certe competenze per usare i cannoni , operi specializzati per la costruizione dei citati cannoni etc etc ... soluzione a tali problemi e' l'istituzione di una scuola pubblica il cui scopo non e' educare alle buone maniere , ma insegnare nozioni tecniche utili ai fini che lo stato si e' posto ... quelli che pensano che la scuola pubbluca sia il frutto di una contrattazione tra borghesia e stato ... o quale altra idea ( come quella ridicola del sign. cacciari ... ah si' ... caro cacciari , le assicuro che le persone "comunicavano" senza problemi anche prima della scuola pubblica ) abbiano sulla nascita delle scuole pubbliche non hanno semplicemente idea di cio' ci cui parlano