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Maggioritario puro con preferenze

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Anche io il 6 marzo ho scritto qualcosa di getto. Lo ripropongo qui, per il vostro diletto, con qualche integrazione.

Un po’ per divertimento e un po’ per vedere l’effetto e discuterlo con voi, ho provato a vedere come il “dilemma governo” sarebbe immediatamente risolto, anche con questa legge elettorale di ****** e quindi senza maggioranza, se fosse applicato il sistema svizzero (governo direttoriale).

Fatti 4 calcoli rapidi avremmo 11 ministri: 4 del M5S, 4 della coalizione di CD e 3 della coalizione guidata dal PD. Alla prima riunione del consigli dei ministri ci sarebbe all’ordine del giorno l’attribuzione dei ministeri. Ogni ministro guida il suo dicastero ma le decisioni sono collegiali, a maggioranza. Vietato dire al’esterno chi è contro e chi a favore a singola misura. Anche chi è contrario è tenuto a difendere le decisioni collegiali. Non c’è primo ministro e sono tutti inter pares. Non c’è fiducia parlamentare. Non c'è maggioranza e non c'è opposizione. Quindi niente crisi di governo.

 

Come ci si arriva? Modifiche costituzionali a parte, dico 11 ministri perché devono essere dispari, per decidere a maggioranza. Oggi i ministri con portafoglio sono 12 ma uno è perfettamente inutile (politiche agricole) ed è integrabile all’economia. Tra l’altro il ministero dell’agricoltura fu abolito con referendum nel 1993 e quindi toglierlo da questo computo mi pare un dovere civico e morale. Prendiamo quindi voti di ogni schieramento e li dividiamo per un quoziente (totale voti validi diviso seggi + 1 [nel nostro caso 12]) e assegniamo come i ministeri per il valore intero. In seguito dividiamo i voti ricevuti per i seggi già assegnati e usiamo il maggior quoziente per assegnare (per cicli ripetuti) tutti i ministeri, fino all’undicesimo. Abbiamo la chiave di riparto, la “formula magica”. Naturalmente i ministri senza portafoglio basta abolirli, in quanto perfettamente inutili, integrandoli come uffici nei ministeri con portafoglio.

Nel merito poi ci sono due sistemi per scegliere i nomi di questi ministri. O quello ad elezione diretta (una scheda elettorale, usato nei cantoni) oppure quella indiretta, usata a livello federale che, a camere riunite, assomiglia di fatto all’elezione italiana del PdR ma ripetuta nel nostro caso 11 volte e rispettando la chiave di riparto sopra indicata.

Volevate un governo? Eccolo.

Se interessa, fate domande. Grazie!

Come verrebbe determinato in questo caso il budget di spesa dei diversi ministeri?

Se fosse deciso a maggioranza tra gli 11 ministri, con la situazione che ha individuato lei probabilmente i 3 ministri della coalizione PD si ritroverebbero con budget ridottissimo e pressochè impossibilitati a fare bene il proprio lavoro.

Se invece fosse un budget predefinito questo potrebbe rischiare nel tempo di non riflettere nuove esigenze nazionali che si dovessero verificare.

Forse un misto dei due? (budget di base predefinito che garantisca l'operatività del ministero + parte "extra" decisa a maggioranza dai ministri?)

Abbiamo due ipotesi di lavoro:
a) la spesa si espande all'infinito (e quindi idem per imposte e/o debito)
b) la spesa rimane contenuta da fattori limitanti

Mi pare che in ambito europeo, a meno di non uscirne, prevale per ora la b) 

Chiaro che molto dipende da chi avrà la titolarità delle finanze. Il  ministero che incassa.
Che in CH è sempre liberale. Ma qui finiscono i sogni e bisogna aprire gli occhi sulla realtà italiana, che è molto diversa. Tuttavia ci sono per fortuna i cerberi di Bruxelles a fare le veci. 

Perché il budget dovrebbe essere deciso dai ministri, e non dal Parlamento? Bicameralismo perfetto e legge proporzionale, ovviamente.

Appena letto, ma indipendentemente, avevo scritto al Presidente della Repubblica la stessa cosa (la prima volta in vita mia che scrivo al PdR :D).

Da: "Alessandro Riolo" A: protocollo.centrale@pec.quirinale.it Oggetto: Adottare il principio della concordanza per creare il nuovo governo italiano

Al Signor Presidente della Repubblica Italiana,

ho scritto una lettera al Corriere della Sera, che ho poi inoltrato ai capi politici dei principali partiti e movimenti italiani, per presentare l'ipotesi di un governo della concordanza, ipotesi che trovo preferibile alle altre opzioni attualmente a disposizione, compreso un eventuale ritorno al voto.Il principio della concordanza, dopo essere stato introdotto nel 1891, viene implementato senza interruzioni in Svizzera dal 1919, ed ha contribuito a determinare 99 anni di crescita e sviluppo robusto e duraturo. È chiaramente un modello che si confà ad un elettorato multipolarizzato, e che si adatta perfettamente a legge elettorali di impianto proporzionale.

Cordiali saluti,
Alessandro Riolo  
---------- Forwarded message ----------

From: Alessandro Riolo  Subject: Fwd: Adottare il principio della concordanza per creare il nuovo governo italiano To: dimaio_luigi@camera.it, matteo.salvini@senato.it, matteo.renzi@senato.it, antonio.tajani@europarl.europa.eu, meloni_g@camera.it, segreteria.pietrograsso@senato.it Cc: letterealdocazzullo@corriere.it, lettere@corriere.it   Salve,   ho scritto al Corriere della Sera, presentando l'ipotesi del governo della concordanza.   Ovviamente, alla domanda finale dovrete pubblicamente rispondere voi, non il Corriere.   Cordiali saluti, Alessandro Riolo    ---------- Forwarded message ---------- From: Alessandro Riolo Subject: Adottare il principio della concordanza per creare il nuovo governo italiano To: letterealdocazzullo@corriere.it Cc: lettere@corriere.it   Salve,   Una possibile, ma purtroppo improbabile, soluzione al problema della creazione del prossimo governo italiano é far proprio il modello svizzero, adottando quindi il principio della concordanza. In pratica chiamare al governo tutti i principali partiti e movimenti, in funzione della propria rappresentanza parlamentare.   Sostanzialmente, la composizione del governo sarebbe questa: Ministri: 7 M5S, 4 Lega, 3 FI e PD, 1 FdI e LeU. Viceministri: 3 M5S, 2 Lega, 1 FI, PD e FdI. Sottosegretari: 13 M5S, 7 Lega, 6 FI e PD, 2 FdI, 1 LeU.   Ho contato il presidente del consiglio tra i ministri, ma se proprio non riescono a mettersi d'accordo su un nome specifico o su un'alternanza tra le 3 coalizioni, potrebbero scegliere un esterno. In quel caso, LeU perderebbe il proprio ministro, o ne potrebbero aggiungere uno, magari senza portafoglio, qualche incombenza da assegnargli si troverà.   Non lo chiamerei "governo del presidente", ma "governo della concordanza".   Personalmente trovo il sistema svizzero il sistema di governo ideale, e cambierei la costituzione, proprio per imporlo anche in futuro, rendendo la rappresentanza parlamentare necessariamente proporzionale e senza sbarramenti, e prevedendo l'alternanza dei vari ministri alla presidenza del consiglio.   Troppo avanzato e troppo maturo per questo paese?   Cordiali saluti, Alessandro Riolo