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La notte dei giornalisti viventi

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Mi riferisco all'elenco iniziale ed aggiungo il copia & incolla. 

Visto che ho piu' di 60 anni sulle spalle, riferisco che quaranta anni fa in assenza di comunicati ufficiali e note di agenzia, il giornalista faceva, almeno nella cronaca, una sua indagine vera, interrogando i presunti "testimoni". Il bello della cosa è che leggendo la cronaca dello stesso evento, capitato sotto casa (e che quindi conoscevo bene) leggevi su tre testate diverse resoconti molto differenti. Il fatto stesso che sotto casa fosse successo qual che cosa di inusuale induceva me e la famiglia volerne sapere di più e quindi si compravano due o tre giornali. La cosa alluncinante è che i tre resoconti erano molto diversi. In uno una macchina blu svoltava destra e investiva un anziano, in un altro una macchia rossa bruciava uno stop prendendo una signora, poi ancora un furgone urtava un passante forse distratto. Dalla finestra avevo occasionalmente visto una cosa diversa dalle tre precedenti, la qual cosa non mi ha mai reso molto credibili i resoconti giornalistici. Se nelle cose che so, per averle viste, leggo tre versioni diverse, che dire di quello che leggo ma che non conosco? 

Oggi la situazione è inversa. La stessa notizia è ripetuta, con copia ed incolla, su cento testate diverse. Perché allora leggere il giornale A invece che B o C? 
L'altro aspetto del copia ed incolla è che per la fretta non c'è verifica delle informazioni e spesso anche grandi testate come repubblica e corriere, diffondono notizie bufalesche. 

Ma allora perché pagare per copy&paste + una certa dose di bufale e articoli scritti non per i lettori ma per i grupppi di interesse a cui si vuole strizzare l'occhio?