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Letture per il fine settimana 02-06-2017

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Non metto assolutamente in discussione il fatto che negli ultimi 100 anni le condizioni di vita sono migliorate praticamente ovunque nel mondo e che, per ora, il riscaldamento climatico non ha avuto un impatto significativo su questo trend globale. Se ne può discutere, ma non è il punto.

Contesto la frase che ho citato che mi sembra assai generica, molto superficiale, e sostanzialmente sbagliata. Basta guardare i dati per un certo numero di paesi, senza fare cherry picking. Per fortuna la World Bank ci ha pensato: http://data.worldbank.org/indicator/SP.DYN.LE00.IN

Aspettativa di vita negli USA nel 1960: 70 anni.

Aspettativa di vita nel 2015 per Low-income countries: 62 anni. Per Lower and Middle Income countries: 68 anni. South Asia: 68 anni. Per Low & Middle income: 70 anni. 

Bisogna includere i middle income per arrivare al livello USA del 1960. Direi che non stiamo parlando dei "poorest countries".

Se consideriamo invece l'Infant mortality rate (per 1,000 live births) http://data.worldbank.org/indicator/SP.DYN.IMRT.IN

Negli USA del 1960: 26 per 1,000 live births.

Low-income countries 2015: 53. Lower and middle income: 40. Middle income: 30 (!) .  

Ho fatto riferimento al Bangladesh in quanto è uno dei Paesi più vulnerabili ai cambiamenti climatici. Se guardiamo alle low income countries nel loro insieme, speranza di vita e tasso di mortalità infantile attuali sono paragonabili a quelli raggiunti negli Stati Uniti intorno al 1940 dello scorso secolo (in Italia il tasso di mortalità infantile era pari a 53 nel 1954). I dati della Worldbank ci dicono che negli ultimi vent'anni la speranza di vita nei Paesi più poveri è aumentata di 11,3 anni e il tasso di mortalità infantile è stato dimezzato.