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Il grafico della settimana, 17-05-17

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Volevo dire che la scelta di fare o non fare figli è troppo importante e decisiva per poter essere modificata tramite retroazione sull'ingresso, cioè tramite politiche di incentivazione di qualche tipo, e infatti tutti i tentativi in questo senso sono stati buchi nell'acqua.

Potrebbe anche essere una questione se gli incentivi siano sufficientemente ampi. In Francia mi pare che almeno questo si sia visto funzionare.

In Italia so che quando nacque una mia nipote una mia sorella chiese il bonus bebé, una miseria, e non glielo concessero con una scusa assurda. Vero é che tale bonus non era entrato mai nelle considerazioni fatte prima di decidere di avere un figlio, ma proprio perché si trattava di una cifra una tantum ed irrisoria.

La Francia

Nasissimo 30/5/2017 - 07:47

E' citata spesso come prova che le incentivazioni possono funzionare.
Secondo me l'esempio francese è fuorviante. La Francia ha TFT più elevati (1,89 - dati 2010-2014) perché una parte significativa della popolazione è composta da franco-algerini, franco-tunisini e franco-magrebini che fanno più figli per ragioni culturali.
Disaggregare i dati è impossibile, perché gli immigrati di seconda generazione o successivi finiscono nell'insieme dei francesi. Correttamente, perché formalmente sono francesi, ma le loro forme mentali non sono occidentali o lo sono solo parzialmente.
Se fosse possibile, sono convinto che ci accorgeremmo che il differenziale di natalità rispetto agli altri paesi europei è molto ridotto.

Ben vengano gli incentivi e senz'altro il welfare francese è migliore del nostro, ma non esageriamone l'importanza. Per invertire la tendenza al declino demografico è necessaria una edificazione valoriale.