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Il terremoto, la ricostruzione, il populismo.

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C'è una questione di fondo da risolvere prima di entrare nel dettaglio delle proposte, alcune delle quali sono molto interessanti.

Classificazione di rischio sismico (vulnerabilità per esposizione) da rendere progressivamente obbligatoria per tutti gli immobili.

Nel momento stesso in cui lo Stato obbliga ad accertare che un immobile è intrinsecamente insicuro, quali strumenti mette in campo per gestire le conseguenze che questo comporta?

Mi spiego. Se l'edificio è insicuro il Comune dovrebbe togliere immediatamente l'agibilità, succede dopo un terremoto oppure dopo un incendio o una fuga di gas, quando i VVF accertano che l'immobile è privo dei requisiti minimi di sicurezza.

Questa operazione non è priva di conseguenze: le utenze debbono essere interrotte, sicuramente quella del metano (riscaldamento) [Decr. n. 37 22 gennaio 2008]. Solitamente i Sindaci procedono con una ordinanza di sgombero.

Anche allentando vincoli normativi, e supponendo che poi qualcuno si assuma queste responsabilità, l'introduzione di un obbligo di questa portata (classificazione o assicurazione) deve essere accuramente pianificato.

Al contrario, se queste iniziative fossero lasciate alla buona volontà di ciascuno, sarei dubbioso circa la loro efficacia. Sarebbe un po' come certe persone che non vanno dal medico per paura che gli possa dire di mettersi a dieta o di smettere di fumare. Fin qui nessun problema, ma se la casa di uno che "non vuole smettere di fumare" crolla su quella del vicino che l'ha appena adeguata sismicamente?

P.S. Era un esempio, non se la prendano i fumatori!

Nel momento stesso in cui lo Stato obbliga ad accertare che un immobile è intrinsecamente insicuro, quali strumenti mette in campo per gestire le conseguenze che questo comporta?

 Le questioni qui sono sottili e spinose. Non sono d'accordo che l'alternativa sia tra fare finta di non vedere e pagare l'adeguamento a tutti (mi perdoni la sintesi brutale)

'Sismicamente insicuro' non significa di per sè crollo incipiente, come 'di classe energetica G' non significa che stai al freddo d'inverno.

Il paragone è forzato ma è fisologico che il confronto tra tecnologie (e risorse) di oggi e di 40 anni fa possa risultare impietoso, soprattutto per certi tipi di edilizia.

Il risultato è però relativo: oggi sappiamo fare molto meglio, non ti sta per cadere la casa in testa. Magari speriamo che non si verifichino terremoti.

Nuovo paragone, ancora legato al mondo dell'auto, io la vedo così:

https://www.youtube.com/watch?v=joMK1WZjP7g

Non è che per tranquillizzare i possessori di Chevrolet Bel Air 1959 evitiamo di fare crash test.