Titolo

Il terremoto, la ricostruzione, il populismo.

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In realtà trovo l'idea stessa di nuove tasse perversa di per sè, quindi mi sono d'accordo con lei. Io non propugno l'obbligatorietà dell'assicurazione, quando la consapevolezza del rischio. Se lei conosce cosa succederà alla sua casa in caso di terremoto e dispone della possibilità di accedere a polizze a copertura di un rischio ragionevole, sul premio delle quali lo stato le riconosce una tassazione agevolata -visto che non dovrà fornirle assistenza\contributi in caso di sisma- per me risulta sufficiente.

Se abita vicino a un fiume lei sa che in passato questo è uscito dagli argini, sa che il rischio esiste e lo percepisce, quantomeno fa attenzione tutte le volte che piove per molti giorni di seguito e non pretende che qualcuno paghi per il fango che le può portare in casa (a meno che, p.e., non ci sia dolo nella gestione e manutenzione dell'argine, altra storia però).

 

Con il sisma questo rischio è meno percepibile, ma potenzialmente fatale per le persone e distruttivo per il sistema economico.

Così, per ricordare perchè lo stato dovrebbe avere 'a cuore' questo problema, ricordo alcuni eventi geologicamente recentissimi (comunque: https://it.wikipedia.org/wiki/Terremoti_in_Italia_nel_XXI_secolo)

 

Terremoto Messina, 1908, più di 10000 (centomila) vittime stimate

Terremoto Friuli 1976, 990 vittime

Terremoto Irpinia 1980, 2914 vittime

Terremoto Umbria 1997, 11 vittime

Terremoto Aquila, 2009, 309 vittime

Terremoto Emilia, 2012, 20 vittime

Terremoto Accumoli, agosto 2016, 299 vittime

 

Ho inserito solo quelli che mi venivano in mente e fatto affidamento a wikipedia per le cifre. Non ho riportato nè feriti nè edifici danneggiati.

In quanto a:

"perche' mai un abitante in zona non sismica dovrebbe pagare un assicurazione i cui vantaggi saranno solo per chi subisce danni da terremoto" 

Mi permetto di risponderle provocatoriamente: perchè mai se sono sano dovrei fare visite di controllo?

Rilancio: perchè se compra una macchina ha le informazioni sul crash test http://www.euroncap.com/it e se compra una abitazione per 10 volte la stessa cifra no?

caro sandrone , mi permetto la seconda persona .... del resto il "lei" e' femminile.

mi apre di capire che siamo entrambi contrari ad imporre lobbligatorieta' di un assicurazione ..... gia' l'obbligo di installare le valvole termostatiche lo trovo una truffa , ma scusa se divago.

potrei essere favorevole alle tua affermazione : "visto che non dovrà fornirle assistenza\contributi in caso di sisma"

tuttavia spesso le assicurazioni cercano di non pagare quanto dovuto

questo ci porta al titolo del commento , che altro non e' che l'ampliamento della problematica sollevata gia' nell'articolo principale :

"Perché mai è buona politica fornire incentivi pubblici per costruire e vivere in zone ad alto e comprovato rischio sismico? Quale sarebbe la logica di tale politica? Forse che il fatto d'aver vissuto in zone ad alto rischio in passato, senza assumersene i costi, genera il diritto di continuare a viverci a carico di chi vive altrove?"

in sintesi concludo che atteggiamente prettamente razionali , che pur sono condivisibili hanno difficile , se non impossibilie applicazione in democrazia ..... immagina le proteste , forse le violenze che seguirebbero ad atteggiamenti come quelli auspicati gia' nell articolo di boldrin "Lo stato dovrebbe mettere in chiaro che non rimborserà più le case crollate a causa della violazione delle norme in essere per la costruzione e l'adeguamento"

che porterebbero come minima conseguenza alla caduta del governo che si facesse alfiere di tali posizioni.

piccola puntualizzazione sulle provocazioni , che pur apprezzo : 

i paragoni mi sembrano un po uori misura .... mi spiego : non esistono persono che non hanno possibilita' di ammalarsi .... mentre esistono territori a rischio sismico nullo

ugualmente per le macchine non esistono macchine che abbiano garanzia di non fare incidenti .... mentre esistono zone libere dal rischio di allagamento 

di qui la necessita' , non l'obbligo almeno per le persone , di fare controlli sulla propria salute e ( questa volta' si' l'obligo ) di fornire certificati di sicurezza per le automobili

in risposta

B. Sandrone 8/12/2016 - 10:17

Gentile Bonghi,

Il 'lei' è in questo caso usato come allocutivo, trova tutti i riferimenti del caso su vari dizionari online. Trovo il tema di estremo interesse, anche se mi sembra che questa specifica discussione tra lei e me stia scadendo nell'accanimento più che nella comprensione.

I paragoni sono utili per fornire una immagine e una concrettezza al pensiero astratto, ma possono limitare, giocoforza, la generalità della discussione. Per l'ultima volta non vi rinuncerò, che non mi si accusi di lanciare il sasso e ritrarre la mano.

Per punti, particolarissimi, i miei pensieri:

... gia' l'obbligo di installare le valvole termostatiche lo trovo una truffa [...] spesso le assicurazioni cercano di non pagare quanto dovuto

 

I tempi sono difficili, non rinunciamo a quello che si può fare, all'ordinarietà dei rapporti onesti, in favore di una relativa minoranza di disonesti che rendono il mondo un posto peggiore e vengono propagandati come 'lo schifo generale'. I meccanismi assicurativi di norma funzionano, le disonestà vanno individuate e punite, non guardate solo con rassegnazione.

in sintesi concludo che atteggiamente prettamente razionali , che pur sono condivisibili hanno difficile , se non impossibilie applicazione in democrazia .....

Ancora, rinunciare alla razionalità e ad una idea giusta (ideale, si direbbe in altri contesti) è purtroppo espressione dei tempi. Le cose che riguardano la vita delle persone vanno trattate con estrema delicatezza e trovo questo tono da 'moral hazard' presente nell'articolo pesante e ingiustificato. Le mie proposte altro non sono che materiale di discussione, un 'come' del tutto imperfetto al quale, come fa notare lei, non è indifferente il 'quanto' (quanto costa? Quanto ce n'è davvero bisogno nella zona in cui vivo...).

Rinunciare alla cultura della prevenzione, a migliorare il paese in cui viviamo, a spiegare il perchè di ciò in cui si crede perchè 'non vende' è avvilente.

 

i paragoni mi sembrano un po uori misura .... mi spiego : non esistono persono che non hanno possibilita' di ammalarsi .... mentre esistono territori a rischio sismico nullo

In Italia esistono territori a rischio sismico più basso di altri, come l'Emilia. Per farsene una idea cerchi su google immagini 'seismic hazard map europe'. In ogni caso una eventuale classificazione sismica degli edifici terrebbe conto di

1. probabilità che si veririfichi un sisma di una certa intensità nella sua zona (poniamo bassissima)

2. caratteristiche dell'edificio (poniamo 'medie')

Il risultato sarebbe una 'classe sismica' elevata (i.e. basso rischio), di cui lei sarà informato e che saprà qualificare, per confronto, in una compravendita o in qualsiasi altra occasione.  Poi potrà decidere se pagare o meno un premio assicurativo proporzionato, se dare più o meno valore a quell'immobile, se farci vivere o meno la sua famiglia, se pagare la stessa cifra un immobile più piccolo ma più sicuro, se ignorare completamente la cosa.

In conclusione, se ritene il 'rischio sismico nullo', potrà valutre  consapevolemente di essere 'libero dal rischio'.

Se è giovane e si sente in salute potrà ritenere, a suo rischio e pericolo, di non potersi ammalare. la statistica le\ci darà, probabilmente, ragione.

 

 

sotterro

bonghi 9/12/2016 - 17:26

l'ascia di guerra , pur inconsapevole di averla estratta...

mi scuso per la seconda persona

mi propongo di farla consapevole che le mie intenzioni non erano allo scontro

ho sbagliato nel darle l'impressione di esprimere giudizi , escluso quello sulle valvole che continuo a ritenere inutile nella misura in cui sottrae risorse ad interveti piu' utili per l'efficientamento energetico dei fabbricati.

per le assicurazioni credo abbiano il diritto di minimizzare i risarcimenti pagati

risarcimenti , per tornare al tema che all'interessante aggiungerei il macchivelliano , che potrebbero essere non "democraticamente" accettati 

sul quale tema peraltro non voglio esprimere giudizi , e come per gli altri , solo constatazioni.mi spiego , non ho voluto dire di rinunciare alla razionalita' , osservavo solo come questa talvolta non riesca a convivere con la democrazia

ugualmente non volevo sostenere l'inutilita'  della prevenzione quanto piu' la sua attuabilita' ... in un sistema democratico , e quindi intrinso del populismo cui l'articolo fa costante riferimento , certe scelte pur razionali non sono accettate .... lo scontento come gia' e' , sarebbe bacino uleriore di voti per una forza appunto "populista", ne abbiamo gia' conferma ampia e diffusa in tuto l'occidente e piu' oltre non mi esprimo per ignoranza

mi scuso se ho puntualizzato troppo sui paragoni contestati , la critica era prettamente sulla forma , non per il contenuto

capisco che il problema sia forse non propriamente in linea con l'articolo e che forse vengano maggiorrmenteapprezzati interventi piu' tecnici purtroppo fuori dalla mia portata 

mi spingo in chiusura ancora oltre , piu' che democrazia e razionalita' bisognerebbe valutare il problema : umanita' e razionalita' , c'e' insita nell'uomo un componente irrazionale , componente che ritengo addirittura preponderante che rende impossiblie all'umanita' il seguire scelte razionali

cordialmente bonghi