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Il terremoto, la ricostruzione, il populismo.

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Se lo stato deve fare da riassicuratore, dov'è l'efficienza di questo sistema rispetto ad un fondo pubblico finanziato tramite tassazione immobiliare ad hoc eventualmente calibrata sul grado di rischio sismico?

In un sistema privato con garanzia pubblica:

- se l'assicurazione è facoltativa c'è un problema di selezione avversa enorme, a cui si somma l'azzardo morale

- se l'assicurazione è obbligatoria - vedi RCA - il sistema assicurativo italiano è più che portato a creare un cartello (e questo non lo dico io ma l'antitrust). E se fanno un cartello per l'RCA, pensate cosa possono fare in un mercato a zero rischi per l'assicurazione (visto che lo stato riassicura).

Un sistema unicamente privato invece molto difficilmente sta in piedi: se un terremoto distrugge una media città di 100.000 abitanti (e non qualche paese di montagna) nessuna assicurazione ha le spalle abbastanza larghe per pagare i danni, indipendentemente dal grado di diversificazione territoriale che riesce ad avere. Questo più quanto sopra su selezione avversa.

Ah, l'Europa non è un territorio normalmente sismico - noi siamo l'eccezione. Non è che le assicurazioni francesi o tedesche (ovviamente dobbiamo restare dentro l'UE) hanno expertise o capacità nel settore. E comunque un terremoto normalmente fa danni nell'ordine di miliardi o decine di miliardi di euro: dubito che anche una o più grandi assicurazioni europee resterebbero in piedi senza riassicurazione statale.

Insomma, se non è questo un fallimento di mercato!