Titolo

Il terremoto, la ricostruzione, il populismo.

5 commenti (espandi tutti)

Sposo molto la posizione dell'articolo.

Mi stupisce assai vedere commenti di una genericita' abbastanza deludente, paragoni campati in aria, pochissimi fatti/numeri o opinioni sostanziate.

Cerchiamo di essere realistici e di non fare di ogni erba uno strawman

E' evidente che e' impossibile far divenire completamente immune una cittadina, tuttavia come in ogni cosa si possono individuare precise responsabilita', differenze sostanziali e punti di miglioramento effettivo smettendola con la retorica della comunita' medievale intoccabile, dei poveretti che ci vivevano gia' da prima, dei paragoni con la Salute e cosi via.

E' un fatto che ci siano differenze sostanziali di resistenza tra paesi ancorche' vicini :

imputabili alla geologia ? E perche' in decenni di mappe non si e' adatta la normativa ?

forse non solo alla geologia ? Come mai vengon giu' molto meglio certi tipi di costruzioni e non altre ? Certi paesi e non altri ? Avra' fatto differenza la severita' nell'applicazione delle norme (si confronti Norcia con Castelluccio ad esempio) ?

Ho letto un commento particolarmente nonsense che chiedeva conto della rimessa in discussione di case condonate a casaccio nei decenni passati. Che schifo la realta', commento io, nonostante il fiammante certificato di condono la casa vien giu' lo stesso. Sbagliato era sbagliato rimane.

Dagli anni 70 si e' provveduto a rimettere mano a tutti codesti edifici imponendo un progressivo rientro nella legalita' ?

Si e' provveduto nei DECENNI a chiedere uno sforzo anche piccolo di miglioramento continuo di queste fantomatiche comunita' medioevali ? Ci sono gli strumenti per migliorare, e di molto.

Altro commento inesplicabile quello sul MOSE. E' evidente che non c'entra assolutamente nulla. Venezia e' una citta' esposta complessivamente ad un fenomeno, non c'e' possibilita' di intervenire singolarmente NE' ILLEGALITA' nelle costruzioni.

Su questo ad esempio non sposo la tesi dell'articolo e potrei pensare ad una qualche forma di compenso per tutti quelli che fossero nella legalita' SOSTANZIALE (fiammanti certificati di condono del 1982 esclusi ad esempio)

Mi fermo chiosando che in macchina allaccio la cintura di sicurezza(non la maglietta con la striscia) ed in moto metto un casco OMOLOGATO. Cio' non annulla le mie possibilita' di rimanere secco in un incidente ma le riduce grandemente.

Certo potrei indossare un caschetto da pilota del 1936 magari ancora omologato da qualche leggina sbagliata o addirittura un casco falso ma sarei un cretino 

 

che provo a spegarle. Se per acquisire un diritto paghi dei soldi allo Stato, lo Stato non può, in seguito, modificare e\o alterare il diritto che ti ha, effettivamente, venduto (a meno di infrazioni successive) Ripeto la domanda: a Roma(esempio) che si fa? Si è in grado di fare un esempio concreto o si prosegue nel populismo idealista condito da rigurgti complottisti(ah! I Trolls! Questi strani esseri immuni alla glossite,pensanti e non  sempre e solo d'accordo!

Siamo alla follia

Marco 29/11/2016 - 15:20

Non credo di capire neanch'io la difesa ad oltranza del condono come regola di vita, addirittura un diritto.
Quale mitologico "diritto" si acquista dallo Stato con un condono? Si "patteggia" la sanzione per aver costruito fuori dalle norme vigenti.
Non è un diritto e non ci somiglia nemmeno.
Se l'immobile condonato crolla perchè costruito MALE sono affari suoi, la prossima volta si costruisca bene e non si chiedano condoni, non mi sembra difficile neanche da capire.
Regards

abusi edilizi di varia e grave natura, anche con conseguenze ambientali , ma quasi mai sono problemi che hanno aggravato i danni di un terremoto. di un'alluvione o di una frana sì, di un terremoto no.

le normative antisismiche sono sostanzialmente idonee e rispettate, o cmq è piuttosto facile perseguire ora chi non lo ha fatto, ma per forza di cose hanno riguardato solo il costruito o ristrutturato dopo la loro entrata in vigore. adeguare il patrimonio preesistente in meno di un secolo è semplicemente impossibile, non ci sono le risorse. l'articolo su questo è piuttosto impreciso, quando parla di "illegalità". 'ste cose lasciamole a travaglio.

è invece concretissimo e urgente il problema di responsabilizzare la proprietà, in modo che debba preoccuparsi prima di quanto rischio si può permettere di correre. è qui che casca il decreto attuale e anche tutti i decreti precedenti: sono ad hoc, ognuno diverso dagli altri. a volte viene pagata una parte della prima casa, adesso anche le seconde, per non citare poi le varie agevolazioni alle attività produttive o gli "aiuti al territorio". in un momento di calma sismica, si dovrebbero chiarire in modo credibile questi punti, stabilire cioè quanto lo stato, come assicuratore di ultima istanza, rimborserà nei terremoti futuri. e prepararsi a tenere fermo  il proposito, davanti al primo sindaco/masaniello che capiterà di sicuro.

Dragonfly

Sig.Ernesto 29/11/2016 - 19:32

Nessuno potrà mai contraddire una sola virgola del suo post . Importante è non cadere in quello che possiamo chiamare populismo d'elite. Si professa una linea di principio certamente condivisibile ma inapplicabile. Siam tutti d'accordo..ma finisce li. Roma fa 4milioni di abitanti lordi. 1300km quadrati, 4ta per estensione in Europa. Gran parte di queste 1300km quadrati(periferie) è nato col boom edilizio, case tirate su in economia(sono morbido). 2300 persone per Km quadrato. Capisce cosa intendo? Che si fa? Si può programmare il futuro,si deve... ma le colpe di un passato equivoco sono innanzitutto di Pantalone..che è giusto paghi. Pantalone siamo noi.. "Storie di case. Abitare l’Italia del boom” (Donzelli)"

Saluti,