Titolo

Il terremoto, la ricostruzione, il populismo.

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Come qualcuno ricorderà, nFA ha già pubblicato un articolo su questo argomento, scritto da Costantino De Blasi.  Evidentemente per una svista, non è stato inserito l'opportuno link in quello appena pubblicato.

Grazie

michele boldrin 28/11/2016 - 01:44

Costantino ha infatti promesso un altro articolo sul tema, che mi auguro trovi il tempo di fare.

Un chiarimento è d'obbligo e credo possa anche rispondere ad (alcune) delle domande sollevate da Giovanni Federico.

Credo sia cruciale distinguere fra (i) costruire gli edifici in rispetto delle norme antisismiche in essere per la zona in cui si costruisce (o adeguare) e (ii) acquisto di assicurazione per la copertura di eventuali danni non previsti, per esempio perché arriva un terremoto di forza maggiore a quella prevista dalle norme o perché vengono compiuti errori nella costruzione, eccetera.

La relazione fra (i) e (ii) è banale: le case automobilistiche sono tenute a rispettare certe norme di sicurezza nella costruzione delle automobili ed i conducenti delle medesime le norme del codice nel condurle. Nondimeno esiste un'obbligo di assicurazione per danni a terzi e similia. Vale lo stesso qui.

L'obiezione secondo cui verrebbe percepita come "ulteriore tassa" mi sembra risibile oltre che prodotto d'una subcultura tutta italiota secondo cui il free riding è la regola e se ci son problemi paga lo stato ladro, ossia i fessi che non sanno evadere. Se di fronte ad ogni riforma che provi a modernizzare il paese si oppone l'obiezione "ma il paese è medievale" non c'e' scampo.

Questo nostro articolo si occupa di (i), non di (ii). Il decreto in questione non si preoccupa proprio di discriminare fra chi le norme le aveva rispettate e chi no, né di fornire assicurazione basata sul valore di mercato dell'immobile distrutto. Semplicemente distribuisce soldi a pioggia a chiunque possa dimostrare, in un modo o nell'altro, di aver subito un danno e/o di risiedere nei comuni in questione.

 Infine, L'articolo di Costa sottolineava, in particolare, le difficolta' di costruire, in Italia, un mercato dove il rischio sismico venga assicurato. La mia lettura dell'evidenza da lui ed altri riportata e' che questo si deve a:

(i) Siccome tutti si aspettano che paghi Pantalone anche chi vive in zone ad alto rischio non e' disposto a pagare il giusto (questa e' ovviamente un'altra faccia del moral hazard che abbiamo evidenziato. Ti fai la casa violando le norme E non ti compri l'assicurazione contro il terremoto. Sino a che la ricostruzione si fara' come questo decreto prevede nessuno sara' mai disposto a pagare per l'assicurazione.

(ii) Poiche' le norme sono sistematicamente violate e c'e' omerta al riguardo - e ad ogni livello come abbiamo visto: ad Amatriciana gli e' venuta su la scuola appena fatta ed il sindaco e' ancora li' che blatera invece d'essere in galera assediato dai sui concittadini, a Roma il governo non si e' proprio posto il problema di metterlo in galera - nessuna compagnia privata ha alcuna voglia d'infilarsi in un vespaio del genere. La self-selection sarabbe spaventosa.

La morale e' sempre la stessa: far rispettare le regole e stabilirne di chiare  e ragionevoli permette la creazione dei mercati i quali, contrariamente alle panzane libertarie, non nascono "spontaneamente" ma solo quando ve ne siano le condizioni legali e di contorno. 

è medioevale e lo dimostrerà votando no domenica

?

amadeus 28/11/2016 - 17:18

Non credo che il coefficiente di medioevalismo sia maggiore tra quelli che votano No rispetto a quelli che votano SI. Per rimanere in tema Renzi, pur di vincere, si sta ipotecando la casa (la nostra non la sua...), e misure come quella discussa qui vanno proprio in tale direzione a braccetto con la Legge di Bilancio.   Renzi vuole rimanere al potere a tutti i costi, quindi delle due: a) perchè pensa che se vince il SI poi comanderà lui e farà ciò che gli pare (in tal caso penso sia più che opportuno votare NO), oppure b) anche se vince il SI, non avrà il potere per fare ciò che gli pare, ma allora dovrà saldare tutti i debiti politici ed elettorali che sta contraendo adesso (in tal caso meglio votare NO, per evitare che i debiti di Renzi diventino i nostri debiti).

"far rispettare le regole e stabilirne di chiare e ragionevoli permette la creazione dei mercati i quali, contrariamente alle panzane libertarie, non nascono "spontaneamente" ma solo quando ve ne siano le condizioni legali e di contorno. "

chiedo scusa, ma il punto qui non e' che e' l'aspettativa di free riding, e quindi di intervento statale salvatutti, ad impedire la nascita del mercato relativo? in assenza di tale aspettativa il mercato nascerebbe proprio spontaneamente, magari non ottimale, ma nascerebbe.
sbaglio?